Come orientarsi nel labirinto delle terapie mirate per i pazienti affetti da NSCLC con alterazioni molecolari

  • Tan AC & al.
  • J Clin Oncol

  • Univadis
  • Notizie di oncologia
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Conclusioni

  • Un nuovo articolo di revisione pubblicato su Journal of Clinical Oncology (JCO) discute e illustra, con grafica davvero eccezionale, il nuovo panorama terapeutico per almeno una dozzina di alterazioni molecolari che rappresentano ora la maggioranza dei pazienti affetti da tumore polmonare non a piccole cellule (non-small cell lung cancer, NSCLC).

Perché è importante

  • Nell’NSCL sono ora le alterazioni molecolari driver oncogeni a determinare quali terapie utilizzare e in quale sequenza.
  • La caratterizzazione molecolare di queste alterazioni con il sequenziamento di nuova generazione del tessuto tumorale è la prima fase essenziale del trattamento.

Punti salienti della revisione

  • Solo una minoranza di pazienti (20%–40%) non presenta alterazioni molecolari.
  • Le alterazioni del recettore del fattore di crescita dell’epidermide (epidermal growth factor receptor, EGFR) sono quelle più comuni, ma si osserva una notevole diversità geografica, con una prevalenza molto più elevata nei pazienti asiatici (40%–60%) rispetto ai pazienti occidentali (10%–15%).
  • La terapia di prima linea abituale per l’NSCLC in stadio avanzato in caso di alterazioni dell’EGFR è l’inibitore tirosin-chinasico (tyrosine kinase inhibitor, TKI) di terza generazione osimertinib, che offre una sopravvivenza libera da progressione (progression-free survival, PFS) di 18,9 mesi e una sopravvivenza complessiva (overall survival, OS) maggiore rispetto ai TKI di prima generazione.
  • I TKI di generazioni precedenti vengono ora utilizzati in strategie di combinazione con agenti antiangiogenici.
  • Le terapie mirate sono ora ben stabilite per la delezione dell’esone 19 dell’EGFR, la mutazione puntiforme L858R e i riarrangiamenti di ALK e ROS1, mentre sono in fase di approvazione nuove terapie per la mutazione V600E di BRAF, inserzione nell’esone 20 dell’EGFR e la mutazione G12C di KRAS.
  • L’introduzione dei test genomici nella normale pratica clinica è cruciale, ma l’adozione rimane eterogenea.