Come identificare pazienti a rischio familiare di neoplasia: strumenti per il MMG


  • Paolo Spriano
  • Uniflash
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Le mutazioni dei geni BRCA1 e sono associate ad un aumentato rischio di carcinoma mammario, ovarico, delle tube di Falloppio e peritoneale. Nella popolazione generale, le mutazioni BRCA1/2 si verificano in circa 1 su 300-500 donne e rappresentano il 5% -10% dei casi di carcinoma mammario e il 15% dei casi di carcinoma ovarico. Il rischio per una donna di contrarre il carcinoma mammario aumenta se presenta mutazioni dei geni BRCA1/2. Queste mutazioni dei geni BRCA1/2 aumentano il rischio di cancro al seno dal 45% al ​​65% all'età di 70 anni. Il rischio di carcinoma ovarico, delle tube o peritoneale aumenta del 39% per le mutazioni di BRCA1 e dal 10% al 17% per le mutazioni di BRCA2. La valutazione del rischio genetico e i test per la mutazione BRCA1/2 rappresentano un processo a più fasi. La prima fase consiste nell'identificazione di pazienti con anamnesi familiare o personale di carcinoma mammario, ovarico, tubarico o peritoneale; familiari di soggetti con mutazioni note di BRCA1/2; o soggetti con ascendenti associati a mutazioni di BRCA1/2.  La seconda fase (setting dello Specialista di Genetica) è quella di approfondimento delle indagini per decidere, nei casi con maggiore probabilità di mutazioni clinicamente significative di BRCA1/2, l’esecuzione dei test genetici e la consulenza post-test sui risultati. 

Come valutare il rischio

Le mutazioni dei geni BRCA1 / 2 si concentrano nella famiglia, mostrando un modello di ereditarietà autosomica dominante nella famiglia della madre o del padre. Quando si prendono informazioni sulla storia medica e familiare dei pazienti, il MMG dovrebbe acquisire informazioni sul tipo specifico di neoplasia, il sito della neoplasia primaria, quali membri della famiglia sono stati colpiti e se i parenti avevano diverse tipologie di neoplasia primaria. E’ importante informarsi sull'età del caso alla diagnosi, l'età alla morte e il sesso dei membri della famiglia colpiti, sia per i parenti di primo grado (cioè genitori e fratelli) che per quelli di secondo grado (cioè zie, zii, nonni e cugini).

I pazienti con anamnesi familiare o personale di carcinoma mammario, ovarico, tubarico o peritoneale o di origine associata a mutazioni di BRCA1/2 devono essere valutati utilizzando uno strumento per la valutazione breve del rischio familiare.  USPSTF ha testato i seguenti strumenti di valutazione del rischio: Ontario Family History Assessment Tool, Manchester Scoring System, Referral Screening Tool, Pedigree Assessment Tool, 7-Question Family History Screening Tool, International Breast Cancer Intervention Study instrument (Tyrer-Cuzick) e la versione breve di BRCAPRO. In generale, i fattori presi in considerazione e associati ad una maggiore probabilità di mutazioni BRCA1/2 sono: diagnosi di carcinoma mammario prima dei 50 anni, carcinoma mammario bilaterale, più casi di carcinoma mammario in famiglia, uno o più familiari con 2 tipi di carcinoma primario correlato a BRCA (come il carcinoma ovarico) e la discendenza Ashkenazi.  Ognuno di questi strumenti è stato validato e stima accuratamente la probabilità avere  una mutazione BRCA1/2 dannosa. Si sottolinea che i modelli generali di valutazione del rischio di carcinoma mammario (es. modello di Gail) non sono progettati per identificare il rischio di neoplasia correlata a BRCA e non devono essere utilizzati a questo scopo.

Le raccomandazioni 

L'USPSTF raccomanda ai MMG di valutare le donne con una storia personale o familiare di carcinoma mammario, ovarico, tubarico o peritoneale o che abbiano una genealogia associata a mutazioni genetiche di suscettibilità al carcinoma mammario 1 e 2 ( BRCA1 / 2 ) con uno strumento di valutazione breve del rischio familiare. Le donne con un risultato positivo alla procedura di valutazione del rischio dovrebbero ricevere una consulenza genetica e, se indicati dopo la consulenza, i test genetici. 

L'USPFSTF raccomanda di evitare la valutazione del rischio di routine, la consulenza genetica o i test genetici per le donne la cui storia personale, o familiare, o ereditaria non è associata a mutazioni dei geni BRCA 1/2 potenzialmente dannose.