Come effettuare lo screening del tumore mammario associato alla gravidanza delle portatrici di mutazioni di BRCA1/2

  • Faermann R & al.
  • Acad Radiol

  • Univadis
  • Notizie di oncologia
L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano

Conclusioni

  • Una clinica senologica per pazienti ad alto rischio in Israele ha sviluppato un protocollo per l’identificazione del tumore mammario associato alla gravidanza nelle portatrici di mutazioni di BRCA1/2 che prevede l’esame mammario clinico da parte di un chirurgo e lo screening ecografico ogni 3 mesi durante la gravidanza e l’allattamento.
  • Il protocollo riporta un tasso di identificazione complessivo del 2,05% in una coorte retrospettiva di 263 portatrici di mutazioni di BRCA1/2, un tasso ben più elevato rispetto alla popolazione generale.

Perché è importante

  • Non esistono linee guida di screening specifiche per l’identificazione del tumore mammario durante la gravidanza e l’allattamento nelle portatrici di mutazioni di BRCA1/2.
  • A causa dei cambiamenti fisiologici, gravidanza e allattamento sono periodi ad alto rischio che possono mettere in discussione l’utilità dei metodi di identificazione tradizionali (palpazione fisica e diagnostica per immagini).
  • Lo screening con risonanza magnetica (RM) è controindicato durante la gravidanza.

Disegno dello studio

  • Studio di coorte, retrospettivo di 263 portatrici di mutazioni di BRCA1/2, per un totale di 292 gravidanze e 175 partecipanti che hanno allattato al seno, nel periodo dal 2014 al 2021.
  • Il protocollo è stato utilizzato per individuare il tumore mammario associato alla gravidanza (l’esito primario).
  • Finanziamento: nessuno rivelato.

Risultati principali

  • Sono stati identificati 6 tumori mammari associati alla gravidanza, 4 mediante ecografia.
  • 6 tumori su 292 gravidanze si traducono in un tasso di identificazione complessivo del 2,05%, un tasso 62 volte superiore rispetto a quello della popolazione generale (0,033%).
  • Si sono avute ecografie false positive in 32 donne in gravidanza e in 23 donne che allattavano.
  • Tutte le pazienti con tumori identificati mediante lo screening sono risultate libere da malattia dopo un follow-up mediano di 60 mesi.

Limiti

  • Piccolo numero di partecipanti e di gravidanze.
  • Disegno osservazionale.