Come cambia la vita dopo il tumore del testicolo


  • Daniela Ovadia — Agenzia Zoe
  • Attualità mediche
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“Con un tasso di cura che raggiunge il 90%, il tumore del testicolo rappresenta un vero e proprio paradigma dei tumori con problemi legati alla lungo-sopravvivenza del paziente”. È quanto affermano i ricercatori guidati da Giuseppe Schepisi, dell’Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori IRCCS di Meldola (Forlì-Cesena), che hanno recentemente pubblicato sulla rivista Frontiers in Endocrinology un’analisi delle conseguenze a lungo termine della diagnosi e trattamenti per il tumore del testicolo.

“La gestione di questo tumore dopo le cure è particolare sia per gli alti tassi di guarigione sia per la giovane età dei pazienti al momento della diagnosi” spiegano gli autori, ricordando che il tumore del testicolo colpisce in genere uomini tra i 15 e i 39 anni e rappresenta circa l’1% di tutti i tumori, ma con un’incidenza in crescita. Per valutare la morbilità psicosociale tra i sopravvissuti a questa neoplasia, Schepisi e colleghi hanno effettuato una revisione della letteratura e una successiva metanalisi nella quale sono stati inclusi 84 studi sull’argomento.

In sintesi, lo studio ha dimostrato che le scelte personali e professionali dei giovani uomini che ricevono diagnosi di tumore del testicolo sono in effetti influenzate da problemi fisici, psicologici e lavorativi oltre che da cambiamenti nelle prospettive lavorative e di vita più in generale. In particolare la salute individuale, le relazioni sessuali e i problemi sul lavoro influenzano aspetti importanti della sopravvivenza e influenzano in modo significativo la qualità di vita dei pazienti che sopravvivono a lungo dopo il tumore. “Lo studio dimostra che una vita libera da malattia non corrisponde necessariamente a una vita libera da complicazioni fisiche e psicologiche nei pazienti che hanno avuto un tumore del testicolo in giovane età” affermano i ricercatori che poi concludono: “Incontri informativi, il supporto di associazioni di pazienti e lo sviluppo di guide per la gestione del ‘post-malattia’ potrebbero aiutare a migliorare la consapevolezza sull’importanza della qualità di vita nei pazienti con tumore del testicolo”.