Coas medici, con regionalismo rischio 'migrazioni' pazienti e medici


  • Adnkronos Sanità
L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano

Roma, 19 feb. (AdnKronos Salute) - Autonomia differenziata? "Il timore più grande per settore della sanità pubblica non è il 'drenaggio' delle risorse economiche, ma il trasferimento di pazienti e giovani medici". Commenta così Alessandro Garau, segretario del sindacato Coas medici dirigenti, il dibattito parlamentare in corso sull'autonomia regionale - anche sanitaria - di Lombardia, Veneto e Emilia Romagna. "L'eccessivo potere contrattuale di queste regioni nei confronti dei medici sta già degenerando in indebite pressioni sui medici dipendenti e quindi privi di diverse alternative di lavoro - continua Garau - Queste pressioni si materializzano in richiesta di continue deroghe alle norme sugli orari di servizio e sulla mobilità".

La maggiore disponibilità economica delle più ricche regioni settentrionali "potrebbe generare un richiamo nei confronti dei giovani medici e generare una nuova 'corsa al trasferimento' verso quelle posizioni più retribuite, impoverendo il Sud delle risorse umane generate in quelle università. In Lombardia – spiega Garau – esistono già da anni indennità regionali finanziate dalla Regione, le cosiddette Rar, Risorse aggiuntive regionali, che sono un significativo aumento dello stipendio annuo. Questo maggior potere contrattuale ed economico da parte delle regioni 'ricche' potrebbe essere un forte richiamo per i giovani medici in cerca di occupazione".

Secondo il sindacato saranno le regioni con alto tasso di industrializzazione e conseguente alta produttività economica che potranno continuare ad erogare servizi sanitari di alta qualità, e regioni con importanti deficit storici sotto tutti gli aspetti tecnologici, produttivi e organizzativi che necessariamente forniranno anche in ambito sanitario servizi sempre meno performanti.

"Le indubbie capacità commerciali e di iniziativa imprenditoriale del Nord - aggiunge - creeranno un sistema di competizione in cui il Meridione è perdente. Con il risultato che verrà quindi impoverito di risorse umane, e sarà costretto a pagare le parcelle al Nord. È doveroso – conclude il leader del Coas – anche sottolineare come la definizione stessa di Ssn implichi il concetto di omogeneità su tutto il territorio nazionale sia degli aspetti contrattuali rispetto agli operatori, sia delle risorse impiegate rispetto agli assistiti".