Classificazione dei casi di morbillo osservati a livello mondiale nel periodo compreso tra il 2013 e il 2017 dovuti al fallimento o della vaccinazione o dei vari programmi vaccinali


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Classificazione dei casi di morbillo osservati a livello mondiale nel periodo compreso tra il 2013 e il 2017 dovuti al fallimento o della vaccinazione o dei vari programmi vaccinali: una revisione retrospettiva dei dati di sorveglianza mondiale

A cura di Dott.ssa Concetta Rafaniello

Nonostante la copertura vaccinale, nel 2017 globalmente si sono registrati 172939 casi di morbillo con 110000 morti. Tale dato allarmante impone una riflessione, ovvero se alla base vi è un fallimento dei diversi programmi vaccinali o delle campagne di immunizzazione. Al fine di poter dare una risposta a tale questione, si dovrebbe procedere categorizzando i casi di morbillo in “casi programmaticamente prevenibili” e “casi non-programmaticamente prevenibili” così come suggerito dal piano strategico globale per morbillo e rosolia dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). In particolare i casi di morbillo dovuti a cause programmaticamente prevenibili rappresentano coloro i quali sono stati vaccinati in accordo allo specifico programma previsto ma non hanno ricevuto il numero raccomandato di dosi; al contrario, i casi non-programmaticamente prevenibili sono da attribuirsi a quelle situazioni in cui un soggetto nonostante abbia completato il numero di dosi di vaccino previste sia rimasto suscettibile o per il quale due dosi non risultino raccomandate (un soggetto, ad esempio troppo giovane). Tale classificazione risulta utile per poter stabilire se siano necessari eventuali modifiche alle campagne vaccinali o ai diversi programmi di immunizzazione. Tale strategia è stata perseguita negli Stati Uniti di America dove è emerso che il 66% dei casi, relativi al periodo compreso tra il 1985 e 1986, non era prevenibile in quanto la maggior parte di essi avevano ricevuto una singola dose, così come raccomandato; alla luce di ciò si è provveduto alla modifica del programma vaccinale aumentando a 2 il numero di dosi del vaccino per il morbillo.

Sulla base di tale esperienza, tale studio retrospettivo ha analizzato i casi di morbillo registrati a livello mondiale al fine di verificarne le cause procedendo alla stessa maniera utilizzata in America mediante l’utilizzo dei dati dei sistemi di sorveglianza dei diversi stati membri dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Nonostante i metodi di sorveglianza differiscano tra i diversi paesi, gli elementi base sono pressoché sovrapponibili: soggetti con sintomi suggestivi di morbillo, come febbre, rash, tosse, congiuntiviti e coriza sono riportati alle autorità sanitarie competenti. Viene poi eseguita un’analisi del caso sospetto, mediante un’intervista relativa allo stato vaccinale e fattori di rischio. Idealmente, si acquisisce un campione del soggetto e se risulta positivo al virus del morbillo viene classificato come clinicamente confermato. Se la persona ha avuto contatti con altri soggetti questi, a loro volta, vengono identificati come malattia-epidemiologicamente correlati. Se un soggetto manifesta febbre, rash, tosse, congiuntivite o coriza, questi viene classificato come persona con sintomi compatibili con la malattia. Per tale studio sono stati analizzati soggetti con referti laboratoristici confermati, epidemiologicamente confermati e con sintomi clinicamente compatibili con la malattia. Ogni caso è stato categorizzato come precedentemente descritto sulla base dell’età del soggetto e della data di insorgenza, stato vaccinale, eleggibilità per le dosi di vaccino per il morbillo raccomandate. Inoltre, è stata presa in considerazione l’età raccomandata per la prima e per la seconda dose di vaccino in base ai calendari vaccinali nazionali del 2017 e l’anno dell’introduzione della seconda dose. Per quanto concerne lo stato vaccinale, tale informazione non è stata documentata, ma riferita dal singolo soggetto. Naturalmente, sono stati esclusi dall’analisi quei casi per i quali non risultava disponibile l’informazione relativa allo stato vaccinale. L’eleggibilità per le due dosi di vaccino è stata calcolata confrontando l’anno di insorgenza con quello di introduzione della seconda dose e l’età per la quale questa fosse raccomandata. Per tale analisi i casi programmaticamente prevenibili sono stati definiti come casi di morbillo in soggetti per i quali la vaccinazione era indicata sulla base del programma nazionale vaccinale e che, per età, non avevano ricevuto il numero raccomandato di richiami. I casi, invece, non programmaticamente preventivabili sono stati definiti come soggetti appropriatamente vaccinati o per i quali la vaccinazione non risultava raccomandata. Più nel dettaglio, un caso programmaticamente non preventivabile è stato definito tale quando il soggetto presentava almeno una delle quattro seguenti condizioni: una o due dosi di richiamo ricevute; prima dose di vaccino non somministrabile per età; secondo richiamo non somministrabile per età; eleggibile solo per una dose sulla base del calendario vaccinale. In 89 paesi la prima dose era raccomandata all’ottavo-nono mese di età, gli altri ad un’età superiore. Il secondo richiamo è risultato raccomandato verso il secondo anno di vita, anche se in alcune realtà la seconda dose è prevista in bambini in età scolare. Soggetti con morbillo nati prima dell’anno 1980 sono stati categorizzati separatamente poiché si presume che per questo sotto-gruppo di soggetti la seconda dose di vaccino non era raccomandata. I soggetti, invece, con morbillo, stato vaccinale non noto ed età più giovane rispetto a quella per la quale la prima dose è raccomandata sono stati considerati come non vaccinati e categorizzati, quindi, come casi programmaticamente non prevenibili. Le frequenze e le percentuali sono state calcolate suddividendo la popolazione nelle due categorie sopra menzionate, stratificando i dati per anno di insorgenza e per regione. L’analisi primaria ha incluso i casi con stato vaccinale non conosciuto e questi sono stati poi esclusi dall’analisi secondaria. Nell’ambito dei casi programmaticamente non-prevenibili, le frequenze e percentuali sono state calcolate per le quattro condizioni definite prima; i pazienti nati prima del 1980 sono stati esclusi da questa analisi specifica. Nell’ambito dei casi definiti programmaticamente prevedibili, le frequenze e percentuali sono state calcolate per gruppi di età (

I risultati del presente studio hanno evidenziato che la maggior parte dei casi di morbillo osservati nel periodo compreso tra il 2013 e il 2017 era programmaticamente prevenibile, sottolineando la necessità di implementare la reale efficacia dei diversi programmi nazionali vaccinali esistenti.

Riferimento bibliografico: Patel MK, Orenstein WA. Classification of global measles cases in 2013-17 as due to policy or vaccination failure: a retrospective review of global surveillance data. Lancet Glob Health. 2019 Mar;7(3):e313-e320. doi:

10.1016/S2214-109X(18)30492-3. PubMed PMID: 30784632.

Parole chiave: vaccinazione, morbillo, programmi vaccinali

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