Cittadinanzattiva Lazio, per malati cronici e rari visite specialistiche più difficili

  • Univadis
  • Attualità mediche
L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano

Roma, 5 apr. (Adnkronos Salute) - Per i malati cronici e rari, nel Lazio, è diventato più difficile fare una visita specialistica, a causa degli ambulatori chiusi (41,2%) per la pandemia di Covid, e si allungano le liste d'attesa: lo segnala il 41,2% rispetto al 35,3% nel periodo marzo-settembre 2020. Stessa situazione per quanto riguarda invalidità civile e handicap, 39,4%, contro il 32,7%. E' la fotografia scattata dal primo Rapporto regionale 'Il Servizio sanitario regionale e i pazienti con malattia cronica o rara', presentato oggi al Policlinico Tor Vergata da Cittadinanzattiva Lazio.

Il rapporto analizza due momenti specifici: marzo-settembre 2020, in piena emergenza pandemica, e 2021, coinvolgendo 256 persone con patologia cronica o rara. Si tratta soprattutto di donne (75,8%, uomini 24,2%), tra i 31 e 50 anni, che vivono nelle aree metropolitane. Nel 70% hanno una sola patologia cronica. Se rara, la patologia è riconosciuta nel 74% dei casi; partecipano attivamente in un'associazione. La maggioranza è in cura per la patologia che la affligge, per un periodo che va dagli 11 ai 20 anni.

Dal rapporto emerge il tema dei costi a carico dei pazienti. Il 57,8% di visite specialistiche viene effettuato in regime privato o intramurario, il 55,5% delle spese riguarda l'acquisto di parafarmaci (integratori, creme, pomate, lacrime artificiali), il 53,9% esami diagnostici effettuati in regime privato o intramurario, il 40,6% la prevenzione terziaria (diete, attività fisica, dispositivi), il 32,3% la prevenzione primaria e secondaria (screening, visite per diagnosi precoce), il 41,8% l'acquisto di farmaci necessari e non rimborsati dal Ssn.

Altra area critica segnalata dai pazienti è quella del "mancato rispetto dei codici di priorità U, B, D, P (attese superiori a quelle previste dal codice di priorità assegnato nella ricetta) per nuove prestazioni richieste", che passa dal 34,2% al 38,5%.

"Sul mancato rispetto dei codici di priorità va fatta subito una proposta operativa alla luce del nuovo Piano di governo per le liste di attesa 2022-2024 - commenta Elio Rosati, segretario regionale di Cittadinanzattiva Lazio - Il vecchio Piano è scaduto e deve essere riscritto. Alla Regione chiediamo che una delle modifiche riguardi un aspetto che ci viene segnalato spesso dai cittadini, la mancata indicazione (biffatura) del Codice di priorità da parte dei sanitari, e che la ricetta dematerializzata non venga presa in carico dal sistema Cup fino a quando la stessa non sia completa dell'indicazione di priorità".

Il 69,2%, inoltre, ha segnalato difficoltà per accedere all'assistenza domiciliare integrata; tali difficoltà, rispetto al pre-Covid, per il 75% sono aumentate. Le altre voci relative all'accesso alle prestazioni registrano tutte un segnale di miglioramento, evidenzia il report. In particolare, è promossa la campagna vaccinale contro Covid-19. L'informazione sulle diverse tipologie di vaccinazioni contro il Covid avviate dalla Regione Lazio vede soddisfatta la maggioranza delle persone. Solo l'8,9% ha avuto difficoltà di prenotazione contro il 91,1%. Le vaccinazioni per queste fasce di popolazione sono state fatte nell'84,8% negli Hub.