Cimo-Fesmed, spiragli su contratto medici


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Roma, 16 apr. (AdnKronos Salute) - La sentenza della Corte Costituzionale, che chiarisce come gli oneri della contrattazione collettiva nella sanità debbano essere a carico dei bilanci delle Regioni, "rimette finalmente ordine nelle prassi nebulose portate avanti da Aran e dalle Regioni nell’ultimo anno". Questo il commento di Cimo e Fesmed, che sottolineano come la pronuncia della Consulta rafforzi "la linea di rigore e richiami alla correttezza" rivendicata dal sindacato e dalla Federazione, e apra "spiragli per la chiusura della questione sulla parte economica del contratto dei medici".

"Non possiamo che esprimere il rammarico per la perdita di tempo, dopo dieci anni di attesa del rinnovo contrattuale, cui ci ha costretto una condotta vaga, dilatoria, a tratti assente e offensiva delle nostre controparti istituzionali - afferma il presidente Cimo-Fesmed, Guido Quici - Altrettanto rigore continueremo a sostenere sugli aspetti normativi del contratto, per i quali è già nota la posizione della Federazione: non è possibile accettare condizioni peggiorative e su questo non faremo sconti, poiché le condizioni lavorative dei medici oggi sono già drammatiche ed è ora di restituire dignità a chi con abnegazione personale fa fronte alle carenze quotidiane del Ssn. Come per la parte economica, saremo vigili e adotteremo lo stesso approccio di garanti del diritto e della professione", conclude Quici.