Chirurgia cerebrale a paziente sveglio, primi intervento in Umbria


  • Adnkronos Salute
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Terni, 19 dic. (Adnkronos Salute) - Per la prima volta in Umbria è stato eseguito un complesso intervento di neurochirurgia a paziente sveglio (awake surgery) con monitoraggio neurofisiologico per l’asportazione di un tumore cerebrale localizzato in corrispondenza dell’area che controlla il linguaggio. L’intervento, durato quattro ore, è stato eseguito dall’equipe diretta da Carlo Conti, responsabile del reparto di neurochirurgia dell’azienda ospedaliera Santa Maria di Terni. La paziente, una donna umbra di 70 anni, è stata dimessa il 19 dicembre a cinque giorni dall’intervento.

I tumori cerebrali, che già di per sé rappresentano una sfida quotidiana - si legge in una nota della Aosp di Terni - lo sono ancora di più quando si localizzano nelle vicinanze o in corrispondenza delle cosiddette aree cerebrali 'nobili', quelle cioè che controllano ad esempio il movimento degli arti o, come in questo caso, il linguaggio. L’asportazione chirurgica di questi tumori può provocare un danneggiamento, fino a poco tempo fa ritenuto inevitabile, di tali aree nobili e causare quindi deficit neurologici molto invalidanti per il paziente.

L’intervento cui è stata sottoposta la donna ha comportato diverse fasi, secondo la cosiddetta tecnica asleep-awake-asleep. Il paziente viene inizialmente addormentato per le fasi di apertura per poi essere risvegliato nella fase centrale dell’intervento, cioè quella durante la quale si asporta il tumore. "In questa fase - spiega Conti - mentre il neurochirurgo procedeva all’asportazione del tumore, utilizzando la tecnica della fluorescenza intraoperatoria, la paziente, mediante apposito elettrodo, veniva sottoposta a stimolazione cerebrale diretta e test neuropsicologici specifici per la valutazione dei sistemi linguistici post centrali come l’eloquio spontaneo, la denominazione e produzione verbale e la lettura. Le prove si sono dimostrate efficaci nel segnalare la produzione di parafasie ed evitare così l’interessamento di aree linguistiche sensibili”.