Chirurghi obesità a congresso, al centro lotta a stigma e futuro professione

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Roma, 20 giu. (Adnkronos Salute) - "Stabilire le buone pratiche, mettere al centro i giovani e soprattutto le donne chirurgo che devono conciliare lavoro e vita privata, in particolar modo in un momento in cui c'è anche una grande fuga dal Servizio sanitario nazionale. Ma anche l'incessante impegno nella lotta allo stigma e alle sue manifestazioni più odiose, cosa che ci vede da sempre in prima linea grazie anche al prezioso apporto delle associazioni dei pazienti". Roberto Moroni, presidente del XXX Congresso della Società italiana di chirurgia dell'obesità e delle malattie metaboliche (Sicob), elenca così i temi dell'appuntamento in programma a Cagliari dal 23 al 25 giugno.

"La chirurgia bariatrica - sottolinea - sta finalmente ottenendo la considerazione più corretta, vale a dire quella di una chirurgia di guarigione e non estetica, ed è in continua crescita". Sul piano strettamente clinico si parlerà di novità in fatto di tecniche chirurgiche, di gestione delle complicanze e dei risultati a medio-lungo termine, ma anche di ottimizzazione delle risorse e dei percorsi di cura. Si affronteranno inoltre temi controversi come la gestione degli insuccessi, l'indicazione all'utilizzo del robot, dell'endoscopia operativa, le indicazioni e le controindicazioni alla chirurgia secondaria, la sostenibilità economica. Focus importanti anche sulla fragilità psichica e sull'importanza del team multidisciplinare per il supporto del paziente, fondamentale per il successo duraturo degli interventi di chirurgia bariatrica.

Centrale, però, resta la ricerca del continuo miglioramento delle procedure che possono rivoluzionare la qualità di vita dei pazienti. "In questo congresso - aggiunge Moroni - non abbiamo l'ambizione di indicare linee guida, per questo è al lavoro una commissione della Sicob, ma di stabilire quali possano essere le buone pratiche, vale a dire gli ambiti in cui possiamo agire per migliorare non solo la qualità di vita, ma anche l'aspettativa di vita del paziente e tutti i processi che bisogna mettere in atto perché questo obiettivo sia raggiunto". Al centro del Congresso ci sono poi i giovani chirurghi e soprattutto le donne chirurgo che nelle Scuole di specializzazione oggi superano il 50% degli iscritti: "A loro - conclude il presidente del meeting - saranno dedicate sessioni in cui si affronteranno tutte le problematiche legate alle aspettative professionali e alla vita privata".