Chi assume più vitamina A a tavola ha un rischio ridotto di carcinoma squamocellulare


  • Elena Riboldi — Agenzia Zoe
  • Sintesi della letteratura
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Messaggio chiave

  • In uno studio che ha analizzato circa 50.00 uomini e 75.000 donne degli Stati Uniti con un follow-up di oltre 26 anni, un consumo più elevato di vitamina A totale nell'alimentazione è risultato associato a una riduzione del rischio di carcinoma squamocellulare cutaneo (squamous cell carcinoma, SCC).

 

Descrizione dello studio

  • Sono stati esaminati in modo prospettico il Nurses’ Health Study (1984-2012; n=75.170, solo donne) e l’Health Professionals Follow-up Study (1986-2012; n=48.400, solo uomini).
  • Sono state valutate l’assunzione di vitamina A e carotenoidi nella dieta e la comparsa di SCC, confermata da referto patologico.
  • L’esito primario era l’incidenza di SCC; sono stati calcolati gli HR (modelli di regressione di Cox a rischi proporzionali) coorte-specifici e poi quelli aggregati.
  • Fonti di finanziamento: National Institutes of Health, Inje University.

 

Risultati principali

  • Nei due studi analizzati sono stati documentati 3.978 casi di SCC.
  • Una maggiore assunzione di vitamina A totale si associava a una riduzione del rischio di SCC.
  • Rispetto al quintile 1 per assunzione di vitamina A, l’HR era 0,97 (IC 95% 0,87-1,07) per il quintile 2; 0,97 (0,80-1,17) per il quintile 3; 0,93 (0,87-1,07) per il quintile 4; 0,83 (0,75-0,93) per il quintile 5 (Ptrend
  • Una maggiore assunzione di retinolo e di alcuni carotenoidi si associava a una riduzione del rischio di SCC.
  • Rispetto al quintile 1, l’HR per il quintile 5 era 0,88 (IC 95% 0,79-0,97; Ptrend =0,001) per il retinolo totale; 0,86 (0,76-0,96; Ptrend =0,001) per la beta-criptoxantina; 0,87(0,78-0,96; Ptrend trend =0,02) per luteina e zeaxantina.
  • I risultati erano generalmente consistenti per sesso e altri fattori di rischio di SCC.
  • L’associazione inversa era più evidente nei soggetti con nei e quelli con eritemi solari o scottature solari con formazione di vesciche da bambini o adolescenti.

 

Limiti dello studio

  • Le coorti esaminate erano molto omogenee.
  • I soggetti che assumevano più vitamina A tendevano ad avere abitudini più salutari, potrebbero avere adottato in maggior misura comportamenti protettivi (es. crema solare, ridotta esposizione al sole).

 

Perché è importante

  • I dati epidemiologici sull’assunzione di vitamina A e SCC sono limitati.
  • Questo studio dimostra l’esistenza di un’associazione inversa tra assunzione di vitamina A e carotenoidi e rischio di SCC.