Cgil Cisl Uil, no ad atti unilaterali su risorse per contrattazione


  • Adnkronos Sanità
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Roma, 28 nov. (Adnkronos Salute) - "Non condividiamo l'impostazione di ministero della Salute e Regioni sulle risorse aggiuntive regionali (Rar), anche se la discussione segna significativi passi in avanti soprattutto nel tentativo, da noi fortemente voluto e condiviso dalle regioni, di contrastare le obiezioni del Mef sul superamento dei tetti di spesa sul personale, così come sanciti dal decreto Calabria". Lo affermano Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, in una nota, commentando il confronto sul Patto per la salute.

La possibilità, "affidata alle Regioni in equilibrio economico e rispettose dei Lea, se da un lato apre spazi importanti per la contrattazione integrativa regionale e aziendale - proseguono i sindacati - dall'altro, anche nella formulazione auspicata da ministero e Regioni, si caratterizza per un'intrusione senza precedenti nelle prerogative affidate alla contrattazione nazionale. Non solo se ne fissano le quantità, ma si individuano modalità di distribuzione e ulteriori istituti contrattuali che non sono previsti dai contratti nazionali. La proposta, inoltre - avvertono - rischia di moltiplicare ulteriormente le differenze sui trattamenti stipendiali dei lavoratori e delle lavoratrici del Servizio sanitario nazionale".

Per Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, "si tratta di un'ingerenza promossa principalmente dal Mef a cui non pare corrispondere un'opposizione da parte della Regioni. A questo punto, quindi, diventa indispensabile che il Governo e più in generale le istituzioni chiariscano se la reale intenzione è quella di favorire il confronto e il rapporto fra le parti sociali, sia a livello nazionale che sui territori, o, al contrario, se dobbiamo aspettarci una nuova fase di interventi a gamba tesa nei confronti della contrattazione".