Cetuximab più radioterapia per i tumori testa-collo dell’anziano


  • Daniela Ovadia — Agenzia Zoe
  • Attualità mediche
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Uno studio dell’Università degli Studi della Campania "Luigi Vanvitelli" dimostra che cetuximab è efficace e sicuro in pazienti anziani e fragili con tumori testa-collo (HNC) in stadio avanzato, per i quali la terapia a base di cisplatino è controindicata. “Si tratta di una soluzione interessante per offrire un’opzione terapeutica valida e sicura anche a pazienti che spesso sono sotto-trattati o candidati alle sole terapie sintomatiche” suggeriscono gli autori dello studio pubblicato sulla rivista Chemotherapy.

Il trattamento standard per i pazienti con HNC avanzato è la chemioradioterapia a base di composti del platino. “Nella pratica clinica, solo il 50% dei pazienti tollera la combinazione di cisplatino ad alte dosi con la radioterapia – spiega nell’articolo Raffaele Addeo, oncologo del presidio ospedaliero “San Giovanni Di Dio” di Frattamaggiore (Napoli) – Questa percentuale di pazienti si riduce ulteriormente se si considera che la maggior parte dei pazienti con HNC ha un basso performance status e comorbilità che rappresentano controindicazioni per il cisplatino”. Nonostante sia necessario individuare strategie meno aggressive, i pazienti anziani/unfit sono sottorappresentati negli studi clinici.

In questo studio, i ricercatori hanno analizzato in modo retrospettivo le cartelle di 64 pazienti anziani (69-84 anni) trattati con cetuximab più radioterapia presso l’Unità di Oncologia del “San Giovanni di Dio”. Il tasso di risposta complessivo era 67%, quello di controllo della malattia 76%. La durata del controllo locoregionale era 17 mesi (range 15,8-17,7 mesi), la sopravvivenza libera da progressione era 14,8 mesi (range 13,9-15,5 mesi) e la sopravvivenza complessiva era 34,0 mesi (range 31,1-36,8 mesi; follow-up mediano di 41,0 mesi). I principali eventi avversi di grado 3/4 erano rash acneiforme e dermatite da radiazione. I risultati sono incoraggianti e forniscono il razionale per l’avvio di studi randomizzati sull’uso di cetuximab in questa popolazione di pazienti.