Cemiplimab più chemioterapia per il tumore polmonare non a piccole cellule in stadio avanzato

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Contesto

  • Nel 2021 la Food and Drug Administration (FDA) e l’Agenzia europea per i medicinali (EMA) hanno approvato l’inibitore del checkpoint immunitario cemiplimab come monoterapia di prima linea per i pazienti affetti da tumore polmonare non a piccole cellule (non-small cell lung cancer, NSCLC) in stadio avanzato e alta espressione (≥50% delle cellule tumorali) del ligando 1 della proteina di morte cellulare programmata (programmed cell death ligand 1, PD-L1).
  • La sperimentazione EMPOWER-Lung 3 è il primo studio a esaminare cemiplimab come terapia di prima linea in combinazione con la chemioterapia.

Conclusioni

  • La sperimentazione EMPOWER-Lung 3 ha indicato che cemiplimab più chemioterapia con doppietta di platino prolungano del 29% la sopravvivenza complessiva (overall survival, OS) di pazienti con tumori ad istologia squamosa e non squamosa e qualsiasi livello di espressione di PD-L1 rispetto al placebo più chemioterapia con doppietta di platino.

Perché è importante

  • È previsto che i risultati dello studio EMPOWER-Lung 3 saranno utilizzati per ottenere l’approvazione da parte della FDA e dell’EMA per cemiplimab come seconda immunoterapia (dopo pembrolizumab), per dimostrare l’efficacia nell’NSCLC in stadio avanzato in monoterapia e in combinazione con la chemioterapia in tutte le istologie.

Disegno dello studio

  • Lo studio EMPOWER-Lung 3 era una sperimentazione di fase 3, in doppio cieco, controllata con placebo di cemiplimab per qualsiasi livello di espressione di PD-L1, qualsiasi istologia e nessuna aberrazione genomica (EGFR, ALK o ROS1).
  • 466 pazienti affetti da NSCLC in stadio avanzato III/IV sono stati assegnati casualmente a ricevere cemiplimab (350 mg) o placebo ogni 3 settimane per un massimo di 108 settimane assieme a 4 cicli di chemioterapia con doppietta di platino (scelta dallo sperimentatore).
  • Esito primario: OS.
  • Finanziamento: Regeneron Pharmaceuticals; Sanofi.

Risultati principali

  • Il 57,1% dei pazienti presentava istologia non squamosa; l’85,2% presentava malattia in stadio IV.
  • Il gruppo trattato con cemiplimab + chemioterapia ha evidenziato una OS mediana più lunga del 29% rispetto al gruppo trattato con placebo + chemioterapia (dopo una durata mediana del follow-up rispettivamente di 16,3 e 16,7 mesi):
    • 21,9 rispetto a 13,0 mesi; HR=0,71; IC 95% 0,53–0,93. (L’HR è una stima del tasso di mortalità nel gruppo trattato rispetto al gruppo di controllo. In questo caso un HR di 0,71 significa che nel gruppo trattato è stato osservato il 29% [1-0,71] in meno di decessi rispetto al gruppo di controllo. L’IC al 95% è l’intervallo di valori in cui rientra l’HR con solo il 5% di probabilità di sbagliare).
  • I risultati relativi all’OS hanno soddisfatto i criteri di efficacia predefiniti prima del completamento della sperimentazione, portando all’interruzione anticipata della sperimentazione su raccomandazione del comitato indipendente per il monitoraggio dei dati.
  • Il gruppo trattato con cemiplimab + chemioterapia ha superato il gruppo trattato con placebo + chemioterapia anche nei seguenti esiti secondari:
    • sopravvivenza libera da progressione (progression-free survival, PFS) mediana, rispettivamente 8,2 e 5,0 mesi; HR=0,56; IC 95% 0,44–0,70;
    • tasso di risposta obiettiva, rispettivamente 43,3% e 22,7%; OR=2,68; IC 95% 1,72–4,19. (In questo caso l’OR è la probabilità di una risposta nella popolazione trattata rispetto a quella di controllo. Un tasso di risposta obiettiva con un OR di 2,68 significa che la popolazione trattata presenta una probabilità più che doppia di rispondere rispetto alla popolazione di controllo).
    • Durata mediana della risposta del tumore al trattamento senza crescita o diffusione: 15,6 mesi (IC 95% 12,4–non valutabile) rispetto a 7,3 mesi (IC 95% 4,3–12,6).
  • Il tasso di eventi avversi emergenti dal trattamento è stato simile tra bracci di trattamento, ad eccezione del tasso di eventi avversi di grado ≥3, che è risultato maggiore nel gruppo trattato con cemiplimab + chemioterapia, 43,6% rispetto a 31,4%.

Limiti

  • Nessuno identificato dagli sperimentatori.