Caso clinico - Un tè allucinogeno a base di rospi e funghi

  • Dr. med.Thomas Kron
  • Uniflash
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Il consumo di particolari funghi può portare a psicosi e l'attenzione è rivolta soprattutto a quelli contenenti psilocibina. Ciò che è invece meno noto è che un fungo originario dell'Europa, presumibilmente usato in passato come rimedio domestico contro le mosche, può causare effetti psichedelici. Lo psichiatra Michael Soyka (Università di Monaco) ne parla in un recente articolo, in cui descrive anche la storia medica di un uomo di 42 anni.

 

Il paziente e la sua storia

Secondo Soyka, un uomo 42enne ha fatto uso di alcol e tabacco fin dalla giovinezza, poi di cannabinoidi, ecstasy, eroina e anche di allucinogeni. L'anamnesi familiare per malattie psichiatriche non era rilevante e il paziente non aveva mai sofferto di psicosi. 

Subito dopo aver scontato una condanna in carcere, il paziente avevav cominciato a bere notevoli quantità di alcol (5-10 birre al giorno) e fatto uso di cannabinoidi, ma non di altre droghe illecite. Aveva una fidanzata e passava la giornata a casa consumando sostanze di vario tipo e guardando la televisione.

L'uomo ha anche dichiarato allo psichiatra di aver consumato 4 rospi, che aveva raccolto da solo, che gli avevano indotto uno stato di intossicazione simile alla trance, durato diverse ore e che lo stesso 42enne ha vissuto come piacevole. Qualche mese dopo, ha ripetuto l’esperimento raccogliendo una decina di grossi rospi e preparandosi un tè con dei funghi.

 

Le conseguenze

Dopo aver bevuto l'infuso di rospo, l'uomo aveva rapidamente sviluppato allucinazioni visive vivide accompagnate da un'esperienza di alterazione del tempo.

Il paziente, esperto di droghe, aveva paragonato l'effetto del tè a quello di una precedente intossicazione da ketamina. A volte si era percepito enorme, poi minuscolo, e si era anche visto come un cavaliere in una steppa cinese. Non si erano verificate allucinazioni uditive e i sintomi somatici rilevanti.

Tuttavia, durante questa esperienza aveva sviluppato una forte paura e aveva iniziato a colpire la fidanzata e i membri della famiglia, percependoli probabilmente come minacce, per cui era stato arrestato.

La psicosi si era attenuata nel corso del giorno successivo senza alcun trattamento e l'uomo non aveva riportato alcun danno somatico o neurologico rilevante. Non si era verificata alcuna psicosi da riverbero (flashback).

 

Discussione

Secondo Soyka, la frequenza del consumo di funghi allucinogeni in Europa è bassa, con una prevalenza dell’1% su 12 mesi. In Germania, si parla dello 0,7% tra gli uomini e dello 0,4% tra le donne. Tuttavia, come spiega lo psichiatra, i negozi online offrono sempre più spesso funghi contenenti psilocibina per la coltivazione e il consumo.

I consumatori sono per lo più persone che vogliono fare una prova: i funghi allucinogeni, come i “funghetti magici”, non causano dipendenza fisica e quindi non danno astinenza.

Dal punto di vista psicologico, secondo Soyka, fra gli effetti principali dell’assunzione ci sono i disturbi dell'attenzione, alterazioni della percezione, disturbi affettivi, idee sulle relazioni, pensieri paranoici e allucinazioni. È possibile che si scatenino anche disturbi schizofreniformi di lunga durata.

La letteratura scientifica sui funghi magici si concentra quasi esclusivamente sui funghi contenenti LSD o psilocibina, che sono anche i più consumati. È, invece, meno noto che anche l'agarico rosso (Amanita muscaria), originario dell'Europa e appartenente ai derivati isossazolici, può provocare massicci effetti psichedelici. Secondo Soyka, gli effetti intossicanti dei funghi agarici sono noti da molto tempo e probabilmente il loro l'uso sciamanico risale all'età della pietra.

La principale sostanza psicoattiva sarebbe l'acido ibotenico e il suo prodotto di degradazione muscimolo. La midriasi è tipica del consumo di muscimolo, ma l’esatto meccanismo d'azione allucinogeno non è ancora stato chiarito. Già 15 mg di muscimolo possono causare una grave intossicazione, fortunatamente casi di avvelenamento fatali sono molto rari. Finora non sono state descritte reazioni psicotiche, tuttavia gli effetti collaterali vegetativi potrebbero presentarsi anche di grave entità.

In generale, i funghi allucinogeni possono provocare episodi psicotici, panico e anche i cosiddetti viaggi dell'orrore ("bad trip”). Non sono noti flashback (ecopsicosi) o altre conseguenze psichiatriche a lungo termine come nel caso dei funghi contenenti psilocibina.

Non esistono raccomandazioni terapeutiche basate sull’evidenza, né trattamenti o linee guida in caso di intossicazione. L'uso di neurolettici non è raccomandato, poiché è stato ripetutamente descritto un aumento dei sintomi. Il resto della terapia è sintomatica: nella maggior parte dei casi è sufficiente attendere il decorso spontaneo e lo smaltimento della sostanza.