Caro energia, Aiop Lombardia 'Schillaci riveda aiuti a ospedali privati'

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Milano, 24 ott. (Adnkronos Salute) - "Lo sforzo che le nostre strutture stanno facendo per recuperare gli interventi e le prestazioni ambulatoriali rinviate a causa del Covid non può essere ignorato e non può subire rallentamenti. Per questo occorre ripensare alle risorse destinate alla sanità privata, per far fronte all'aumento dei costi di gas ed energia elettrica che stanno pesando come macigni sulla nostra attività". E' l'appello rivolto al neo ministro della Salute, Orazio Schillaci, da Dario Beretta, presidente dell'Associazione italiana ospedalità privata (Aiop) in Lombardia. "L'aumento dei costi dell'energia elettrica a fine anno sarà del 170% - stima Aiop - mentre ancora più pesante sarà la crescita per quanto riguarda il costo del gas che salirà del 450%".

"Per tipologia - sottolinea Beretta in una nota - le nostre strutture possono fare ben poco sul fronte del razionamento e del contenimento dei consumi. Ricordiamo che molte delle apparecchiature non possono essere mai spente e che tra i requisiti di accreditamento c'è l'obbligo per tutti gli ospedali di avere temperature non inferiori ai 20 gradi e non superiori ai 24 sia d'estate che d'inverno. Inoltre, non dimentichiamo che negli ospedali sono operativi i Pronto soccorso, la cui attività logicamente non può essere rallentata". Eppure "gli ospedali privati accreditati sono stati fortemente penalizzati dal testo" del decreto Aiuti Ter così come "uscito dal Consiglio dei ministri, con il taglio delle risorse allo 0,8% del tetto assegnato ai privati per l'anno 2022, che corrisponde a circa 25 milioni. Tale importo - ribadisce Aiop Lombardia - copre solo il 12,5% dell'incremento dei costi previsto per gli ospedali privati, stimato in circa 200 milioni di euro".

"A ciò - precisa Beretta - si aggiunge il fatto che, a fronte degli aumenti, le tariffe e i budget non vengono aggiornati dal 2011 e questo rappresenta un ulteriore elemento di criticità. Chiediamo quindi al nuovo ministro, augurandogli buon lavoro, di rivedere una decisione che penalizza fortemente le strutture private accreditate, limitandone fortemente l'autonomia e la possibilità di fare nuovi investimenti. La nostra volontà è quella di mantenere alta la qualità delle prestazioni erogate, ma abbiamo la necessità di condividere una nuova strategia di sostegno".