Carne rossa, aterosclerosi e microbiota, scoperto il legame

  • Alessia De Chiara
  • Notizie dalla letteratura
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  • È stato identificato un possibile legame tra il consumo di carne, il microbiota e l'aterosclerosi
  • Un elevato consumo di carne rossa non processata, di carne rossa non processata e carne processata o di alimenti di origine animale, si associa a un rischio maggiore di aterosclerosi.

Parte del rischio più elevato di aterosclerosi associato al consumo di carne rossa è mediato dai livelli plasmatici di alcuni metaboliti prodotti dai batteri intestinali a partire da un nutriente della carne, la L-carnitina. A dirlo è uno studio condotto su una coorte di cittadini statunitensi con almeno 65 anni, che ha messo in evidenza come contribuiscano al fenomeno anchei livelli di insulina e di glucosio a digiuno nel sangue e la presenza di infiammazione sistemica, ma non i livelli di pressione arteriosa o di colesterolo.

A oggi, l’impatto degli alimenti di origine animale (carne rossa processata e non processata, pesce, pollame e uova) sulla formazione delle placche aterosclerotiche resta controverso, nonostante sia stato ampiamente studiato. “Le prove sono scarse soprattutto tra gli adulti più anziani, il gruppo di età a maggior rischio e nei quali l’apporto adeguato di proteine di alta qualità, di cui gli alimenti di origine animale sono ricchi, sembra importante per compensare le perdite si massa e forza muscolari legate all’età” spiegano i ricercatori su The Cardiovascular Health Study. Arteriosclerosis, Thrombosis, and Vascular Biology.

Lo studio ha incluso quasi 4.000 persone con età media di circa 73 anni senza malattia cardiovascolare al basale che avevano preso parte al Cardiovascular Health Study e che sono stati seguiti per un follow-up mediano di 12,5 anni. I ricercatori hanno valutato le abitudini alimentari dei partecipanti e i livelli plasmatici di tre metaboliti della L-carnitina, quali TMAO (trimetilammina-N-ossido) e i due intermedi gamma-butirrobetaina e crotonobetaina.

In un’analisi aggiustata per fattori sociodemografici, stile di vita, fattori alimentari e utilizzo di antibiotici si è visto che un maggior consumo di carne totale (carne rossa non processata e carne processata) si associa a un’incidenza più alta del 22% di malattie aterosclerotiche (infarto del miocardio, malattia coronarica fatale, ictus e morte per altre cause aterosclerotiche). Anche il maggior consumo di carne rossa non processata e di alimenti di origine animale totale si associa a un’incidenza più alta (rispettivamente del 15% e del 18%), ma non quello di pesce, pollame o uova.

Parte dell’associazione osservata è mediata dai livelli plasmatici dei tre metaboliti: 10,6% di eccesso di rischio per la carne rossa non processata, 7,8% per la carne totale e 9,2% per gli alimenti di origine animale.

A mediare parte dell’associazione erano anche i livelli di glucosio a digiuno e di insulina, ma non quelli di pressione arteriosa o di colesterolo totale. La proteina C reattiva poteva spiegare parte dell’associazione tra malattia aterosclerotica e consumo di carne processata e totale, ma non quello di carne rossa non processata.

In questo studio, quindi, il discorso su carne rossa e salute non verte su colesterolo o grassi saturi. Ciò che potrebbe essere importate è capire gli effetti di componenti della carne come la L-carnitina, presente in abbondanza quasi esclusivamente proprio nella carne rossa, o il ferro eme, la cui fonte alimentare principale è la carne rossa, coinvolto nello sviluppo del diabete di tipo 2 e associato a un aumento del rischio cardiovascolare.