Cardiologi, 'fare quarta dose, cuore più a rischio per virus che per vaccino'

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Roma, 22 ago. (Adnkronos Salute)()() - Due nuovi studi confermano l'efficacia e la sicurezza dei vaccini anti-Covid. Uno studio danese, che verrà presentato al congresso europeo di Cardiologia Esc 2022, a Barcellona, mostra che il vaccino riduce il rischio di morte dei pazienti con insufficienza cardiaca. Un secondo studio, appena pubblicato su 'Circulation', indica invece che il rischio di miocardite è 11 volte più alto tra le persone non vaccinate affette da Covid-19 rispetto ai vaccinati. "Queste nuove evidenze scientifiche dovrebbero rassicurarci e spingere alla vaccinazione chi ancora esita”, "confermano infatti che i vaccini sono sicuri anche per le persone con insufficienza cardiaca e che l'infezione Covid-19 è più pericolosa per il cuore rispetto alla vaccinazione", dice Ciro Indolfi, presidente della Società italiana di Cardiologia (Sic).

Lo studio danese, condotto dall'ospedale Herlev e Gentofe a Hellerup - che sarà presentato al meeting dell’Esc, in programma dal 26 al 29 agosto - conferma che i vaccini anti-Covid a mRna sono legati a un ridotto rischio di morte nei pazienti con insufficienza cardiaca. Lo studio ha anche rilevato che i vaccini non peggiorano l'insufficienza cardiaca né aumentano il rischio di tromboembolismo venoso o di miocardite nei pazienti con insufficienza cardiaca. Sono stati coinvolti un gruppo di 50.893 pazienti con insufficienza cardiaca non vaccinati nel 2019 e un gruppo di 50.893 pazienti con insufficienza cardiaca che sono stati vaccinati con uno dei due vaccini mRNA nel 2021. Tutti i partecipanti sono stati seguiti per 90 giorni.

Ebbene, tra i 101.786 pazienti con insufficienza cardiaca, i ricercatori hanno scoperto che la somministrazione di un vaccino a mRNA non causa alcun peggioramento dello scompenso cardiaco né aumenta il rischio di miocardite o di tromboembolismo venoso. Al contrario la vaccinazione anti-Covid è associata a un ridotto rischio di mortalità per tutte le cause. “I risultati di questo studio indicano che i pazienti con insufficienza cardiaca dovrebbero avere la priorità per le vaccinazioni e per i richiami”, commenta Indolfi.

L'altro studio, pubblicato su 'Circulation', ha dimostrato che il rischio di miocardite è più alto tra le persone non vaccinate affette da Covid-19 rispetto ai non vaccinati. “La miocardite - spiega Indolfi - è solitamente innescata da un'infezione virale. Si tratta di un'infiammazione della parete del muscolo cardiaco, il miocardio. Questa condizione è rara e può compromettere il muscolo cardiaco e il sistema elettrico del cuore, che è essenziale affinché il cuore continui a pompare normalmente. Un episodio di miocardite può risolversi spontaneamente, richiedere un trattamento o può causare danni permanenti al cuore”.

Nello studio, dell'Università di Oxford, i ricercatori hanno incrociato i dati di quasi 43 milioni di persone che hanno ricevuto almeno una dose di un vaccino Covid-19 in Inghilterra con i dati nazionali sulle infezioni Covid-19, sui certificati di ricovero ospedaliero e di morte per un periodo che va dal 1° dicembre 2020 al 15 dicembre 2021. Ebbene, le analisi hanno rilevato che le persone che sono state infettate da Covid-19 prima di ricevere il vaccino anti-Covid sono 11 volte più a rischio di sviluppare miocardite. Non solo. Il rischio di miocardite correlata all'infezione Covid-19 è risultato dimezzato tra le persone che sono state infettate dopo la vaccinazione.

“Questo studio è un'ulteriore conferma dell'efficacia e della sicurezza di vaccini anti-Covid disponibili”, commenta il presidente della Sic, “Basta quindi con i timori che stanno frenando la somministrazione della quarta dose nelle persone per cui è raccomandata. Il vaccino anti-Covid - conclude – è ancora la nostra arma migliore contro il virus Sars-CoV-2”.