Carcinomi squamocellulari del distretto testa-collo, nuovi possibili biomarcatori


  • Daniela Ovadia — Agenzia Zoe
  • Attualità mediche
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Il carcinoma squamocellullare della testa e del collo (HNSCC) che sviluppa metastasi a distanza (DM) ha un trascrittoma distintivo, caratterizzato dall’espressione di geni coinvolti nelle risposte immunitarie e nella proliferazione cellulare. Lo studio genetico da cui scaturiscono queste osservazioni, condotto dall’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e pubblicato sulla rivista Cancers, ha portato all’identificazione di due potenziali biomarcatori per la stratificazione del rischio di metastatizzazione a distanza nell’HNSCC.

La comparsa di DM, che avviene nel 10-20% dei pazienti con HNSCC, ha un forte impatto sulla prognosi. In genere, le DM sono assenti alla diagnosi e compaiono, quasi sempre a livello polmonare, dopo il trattamento di prima linea per la malattia locoregionale. Il rischio di DM è più alto per i pazienti in età avanzata, fumatori e con tumore a sottolocalizzazione ipofaringea, N3 e T4 e HPV p16-negativi Gli autori dello studio si sono chiesti se alcune caratteristiche biologiche del tumore primario influenzino la propensione alla metastatizzazione. Per rispondere a questo interrogativo hanno confrontato il trascrittoma dei tumori primari di pazienti che avevano (n=25) o non avevano (n=24) sviluppato DM e quello delle metastasi.

Due soli geni, COX7A1 e TBX5, sono risultati espressi sia dai tumori primari dei pazienti con DM sia dalle metastasi stesse, ma non dai tumori primari dei pazienti che non avevano sviluppato le DM. In tre database indipendenti, l’espressione di questi geni permetteva di stratificare i pazienti per la sopravvivenza libera da DM. Esaminando l’elenco dei geni differentemente espressi, nel gruppo senza DM è stato osservato un arricchimento di geni convolti nelle risposte antitumorali e nel gruppo con DM un arricchimento di geni delle plasmacellule e dei linfociti T regolatori, cellule che contribuiscono alla formazione di un microambiente immunosoppressivo. Il gruppo con DM era caratterizzato anche da un arricchimento di geni facenti parte di pathway che favoriscono la proliferazione. Validare i biomarcatori ed esplorare i meccanismi biologici legati alla metastatizzazione potrebbe portare a una migliore gestione clinica dell’HNSCC.