Carcinoma mammario: la terapia di salvataggio con vinorelbina-capecitabina dimostra benefici

  • Torres A & al.
  • Breast Cancer Res Treat
  • 21/03/2019

  • Miriam Davis, PhD
  • Univadis Clinical Summaries
L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano

Conclusioni

  • La chemioterapia di salvataggio con vinorelbina più capecitabina (VINOCAP) evidenzia un tasso di beneficio clinico del 55% ed è ben tollerata dalle pazienti affette da carcinoma mammario metastatico (metastatic breast cancer, mBCa) negativo per il recettore del fattore di crescita dell’epidermide umano 2 (human epidermal growth factor receptor 2, HER2-).

Perché è importante

  • VINOCAP è un’opzione terapeutica attraente per le pazienti con mBCa- per HER2 pesantemente pretrattate.

Disegno dello studio

  • Coorte retrospettiva di 69 pazienti presso 2 centri.
  • Le pazienti erano pesantemente pretrattate, con una media di 4 linee precedenti di chemioterapia.
  • La dose di vinorelbina era 22,5 mg/m2 per via endovenosa i giorni 1 e 8, combinata a capecitabina 1 g per via orale due volte al giorno per 14 giorni consecutivi di cicli di 21 giorni.
  • Finanziamento: nessuno rivelato.

Risultati principali

  • Il tasso di beneficio clinico era del 55,07%; il 4,34% delle pazienti ha ottenuto una risposta completa, il 18,84% una risposta parziale e il 31,9% malattia stabile per ≥6 mesi.
  • La sopravvivenza libera da progressione (progression-free survival, PFS) mediana era di 6,2 mesi; la sopravvivenza complessiva (overall survival, OS) era di 35,47 mesi.
  • La tossicità di grado 3/4 più frequente era neutropenia (10%); altre tossicità di grado 3/4 erano anemia, diarrea, stipsi ed eritrodisestesia palmo-plantare.
  • È stato necessario ridurre la dose a causa di tossicità nel 18% della coorte.
  • Nessun caso di alopecia.

Limiti

  • Disegno retrospettivo osservazionale.