Carcinoma adrenocorticale, quali informazioni dalla biopsia liquida?


  • Daniela Ovadia — Agenzia Zoe
  • Attualità mediche
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Le cellule tumorali circolanti (CTC) sono da molti considerate un biomarcatore promettente per la diagnosi e il monitoraggio dei tumori solidi. Uno studio dell’Università di Firenze, pubblicato sulla rivista Cancers, dimostra che la misurazione delle CTC fornisce informazioni utili sia per formulare la prognosi che per monitorare il carcinoma adrenocorticale (ACC).

“Avevamo già dimostrato la presenza specifica di CTC nel carcinoma adrenocorticale, suggestiva del fatto che potessero rappresentare un buon marcatore per questo tumore – dichiarano gli autori dello studio – In questo articolo, in uno studio monocentrico preliminare condotto sul 19 pazienti con ACC, abbiamo accertato la validità della conta delle CTC ottenuto per filtrazione del sangue come marcatore prognostico indipendente e l’uso potenziale delle CTC per monitorare l’evoluzione della malattia e la risposta alla terapia durante il follow-up del paziente”.

Le CTC sono state misurate in campioni di sangue pre- e post-intervento. Sono risultati positivi per questo biomarcatore il 68% dei campioni raccolti prima dell’intervento e il 38% di quelli raccolti dopo l’intervento. Il numero di CTC diminuiva significativamente dopo la rimozione della massa tumorale. In alcuni pazienti trattati con il solo mitotano la conta delle CTC durante il follow-up si associava alla risposta e alla recidiva. Il numero di CTC pre-intervento, assumendo il valore del 75° percentile come valore cut-off, era predittivo della sopravvivenza globale e il dato rimaneva statisticamente significativo anche dopo avere corretto l’analisi per l’età e lo stadio del tumore. I risultati sono nel complesso incoraggianti, anche se, specialmente quelli relativi al follow-up, andranno validati su un campione di pazienti più numeroso.

Un aspetto critico nell’utilizzo di questo tipo di biopsia liquida è che l’identificazione delle CTC è tutt’altro che semplice, data la bassa numerosità. La maggior parte degli studi che hanno esaminato il valore diagnostico e prognostico delle CTC, condotti nel tumore della mammella, della prostata, del polmone e del colon-retto, hanno utilizzato un metodo basato su anticorpi anti-citocheratine, un marcatore della transizione epitelio-mesenchimale. Gli autori sottolineano che questo fenomeno però non riguarda i tumori di origine epiteliale come l’ACC e suggeriscono di utilizzare le tecniche di filtrazione basate sulla dimensione che, non solo sono relativamente semplici, ma preservano l’integrità delle cellule con la possibilità di caratterizzarle ulteriormente.