Cancro raro in gravidanza, mamma e bimbo salvati a Milano

  • Univadis
  • Attualità mediche
L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano

Milano, 13 gen. (Adnkronos Salute)() - Un tumore raro scoperto a metà gravidanza rischiava di spezzare il sogno di Laura, che dopo aver cercato per tanto tempo di diventare mamma si è ritrovata a lottare per la vita e per quella del suo bimbo. Una storia di sofferenza cancellata dalla gioia, perché grazie a un'intervento eseguito al Policlinico di Milano Laura oggi è a casa insieme al piccolo Nicola, lo allatta e come unico ricordo del dolore vissuto porta sulla pelle tre cicatrici di pochi millimetri.

I primi mesi di attesa erano stati tranquilli, senza particolari problemi - raccontano dall'ospedale di via Sforza - poi però qualcosa è cambiato. Un dolore allo stomaco che non andava via e un mal di testa sempre più frequente hanno spinto la donna a chiedere aiuto al ginecologo, sperando che si trattasse di normali effetti della gravidanza. Ma l'istinto le diceva che non era così e in effetti il medico le ha trovato la pressione molto alta. Nei giorni successivi la situazione è peggiorata, tanto da rendere necessario il ricovero di Laura nell'ospedale della sua città, in provincia di Milano. Nonostante le prime cure, però, le sue condizioni non miglioravano e la pressione sempre molto alta stava iniziando a mettere a rischio anche il suo bambino. Finché un'ecografia dell'addome ha mostrato una massa sopra al rene sinistro, probabilmente un tumore.

Trasferita alla Clinica Mangiagalli del Policlinico meneghino, punto di riferimento per le gravidanze complesse, la collaborazione tra gli specialisti di Endocrinologia e Patologia della gravidanza ha dato un nome al nemico: un feocromocitoma di 8 centimetri, un tumore molto raro (7 gravidanze su 100mila) che colpisce la ghiandola surrenale situata sopra il rene, molto pericoloso per la vita di mamma e bambino.

Per capire come trattare il caso nel modo migliore, il Policlinico milanese ha messo in campo una squadra di esperti multidisciplinare composta da diversi specialisti. Trattandosi di una gravidanza già nel secondo trimestre - riferiscono dalla Fondazione Irccs - sono stati coinvolti ginecologi, endocrinologi, chirurghi, cardiologi, anestesisti e rianimatori, che hanno scelto insieme di asportare subito il tumore nel modo più delicato possibile, per non rischiare un parto prematuro. Durante l'intervento avrebbero partecipato anche i ginecologi e gli specialisti della Patologia della gravidanza, così da essere pronti a ogni necessità. Per operare è stato però necessario prima stabilizzare la pressione di Laura, attraverso una terapia farmacologica che permettesse di mantenerla entro i limiti per almeno 10 giorni prima di intervenire.

"La nostra esperienza nell'asportazione di questi tumori - afferma Luigi Boni, direttore della Chirurgia generale che ha eseguito l'intervento insieme a Elisa Cassinotti, chirurgo del suo team - ci ha permesso di intervenire attraverso delle piccole incisioni con una tecnica laparoscopica mini-invasiva: questo ha consentito non solo di proteggere il più possibile la gravidanza, ma anche una ripresa più rapida dopo l'operazione". Dell'équipe facevano parte anche Manuela Wally Ossola, responsabile della Patologia della gravidanza, e Maura Arosio, direttore dell'Endocrinologia.

"L'intervento è stato un successo", lo descrivono i sanitari: "Il tumore è stato rimosso completamente, mentre il bimbo ha continuato a riposare nella pancia della sua mamma. Terminata l'operazione la donna ha anche potuto ascoltare in diretta il battito del suo piccolo, sapendo così con certezza che tutto era andato per il meglio". Pochi giorni dopo l'intervento la paziente è tornata a casa, la gravidanza è proseguita senza più complicazioni e allo scoccare del nono mese Nicola è nato con un parto cesareo.