Camici esclusi da premi, Ordine Milano 'no a medici di serie A e B'


  • Adnkronos Salute
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Milano, 17 lug. (Adnkronos Salute) - Medici che hanno scelto la libera professione in extramoenia, che hanno un contratto libero-professionale nel pubblico o nel privato accreditato, specializzandi. "Sono numerosi" gli operatori sanitari che hanno richiesto l'intervento dell'Ordine dei medici di Milano "in quanto hanno appreso con sgomento di essere stati esclusi dall'assegnazione dei premi da parte della Regione Lombardia", previsti per chi con impegno e dedizione ha affrontato la pandemia di Covid-19. A riferirlo è l'Ordine stesso, che interviene sulla questione con il suo presidente, Roberto Carlo Rossi.

"In quanto rappresentante e portavoce di tutti i medici milanesi, non soltanto di una parte di essi - dichiara Rossi - mi sento in dovere di sollecitare un intervento a livello regionale da parte dell'assessorato al Welfare, per sanare nel più breve tempo possibile questa ingiusta disparità di trattamento", che rischia secondo Omceo Milano di "generare una classificazione di medici di serie A e di serie B". "E' naturale chiedersi - aggiunge Rossi - quanto e perché la spontanea e individuale scelta della tipologia contrattuale può limitare la libertà degli operatori sanitari, rappresentando una discriminante così come sta avvenendo in Lombardia nelle ultime settimane? La risposta dovrebbe essere 'nulla'".

Invece, prosegue il presidente dell'Ordine, "all'atto pratico, abbiamo registrato un netto ed evidente divario tra gli operatori sanitari dipendenti delle strutture pubbliche che non hanno optato per l'extramoenia e coloro che hanno liberamente fatto differenti scelte lavorative. Di questo ingiusto trattamento riservato ai medici che sono stati costretti a turni di lavoro massacranti ed esposti a un contagio potenzialmente letale, al pari di coloro che hanno scelto un rapporto di lavoro esclusivo, rimane ignota la causa".

Dunque, incalza Rossi, "le strade percorribili restano due: o viene giustificata permettendo così un confronto su motivazioni concrete ed esplicite, oppure va rimossa equiparando i livelli delle figure professionali. Tertium non datur".

Per l'Ordine milanese la libera scelta di una particolare tipologia di contratto di lavoro, così come il fatto di essere ancora specializzandi, "magari anche a causa dell'imbuto formativo che ormai da anni il Sistema sanitario nazionale è chiamato a risolvere", non può essere "in alcun modo la discriminante per la mancata assegnazione di un riconoscimento tanto importante. La forma contrattuale di lavoro non è indice dell'impegno che gli ottimi medici e operatori sanitari hanno impiegato in questo difficilissimo periodo", conclude Omceo.