Cachessia tumorale, individuato un possibile bersaglio molecolare

  • Daniela Ovadia — Agenzia Zoe
  • Attualità mediche
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Chiarire i meccanismi molecolari del deperimento muscolare associato a cachessia, una sorta di “esaurimento” del muscolo e del tessuto adiposo al quale vanno incontro molti pazienti con cancro, è uno degli obiettivi del gruppo di ricerca guidato da Bert Blaauw dell’Università di Padova presso l’Istituto veneto di medicina molecolare. Il gruppo ha appena descritto sul Journal of Cachexia, Sarcopenia and Muscle l’identificazione di un possibile bersaglio molecolare sul quale lavorare per aiutare i pazienti a recuperare massa e forza muscolari durante la cachessia tumorale.

“Siamo partiti da una via di comunicazione cellulare già nota per il suo ruolo nel mantenimento dell’equilibrio funzionale del muscolo, chiamata via Akt-mTOR” spiega Blaauw. “Si tratta di una via che, quando attivata, promuove la crescita delle fibre muscolari. Allo stesso tempo, però, è noto che questa via è attivata anche in vari tumori, motivo per il quale è usata come bersaglio di molti farmaci antitumorali, che hanno come effetto collaterale un aumento del deperimento muscolare. Obiettivo della nostra ricerca è capire meglio che cosa succede sia quando si inibisce la via Akt-mTOR nel muscolo scheletrico in una situazione di cachessia tumorale, sia quando la si riattiva”.

In topi di laboratorio, Blaauw e colleghi hanno anzitutto confermato che negli animali con tumore che mostrano deperimento muscolare la via Akt-mTOR è meno attiva del normale. La sua ulteriore riduzione o il suo spegnimento, però, non sembrano aumentare la perdita di massa muscolare. Viceversa, la riattivazione della via tramite modifiche genetiche ha portato a un recupero quasi completo non solo della massa muscolare, ma anche della forza. “In più, abbiamo osservato che le cellule muscolari recuperano una serie di caratteristiche molecolari che si erano alterate nel corso del deperimento.” 

Come potrebbero beneficiare i pazienti di queste osservazioni? Sappiamo che l’esercizio fisico può attivare la via Akt-mTOR, ma resta da capire quali tipi di esercizi siano più efficaci a questo scopo e per quanto tempo debbano essere praticati per ottenere un risultato. “Avere questa informazione permetterebbe di costruire piani mirati di attività fisica per i pazienti colpiti da cachessia, in modo che debbano fare solo quanto è strettamente necessario per avere un beneficio muscolare” spiega Blaauw. Un’altra opzione potrebbe essere farmacologica. “Ci sono gruppi di ricerca nel mondo che stanno lavorando a tecniche per veicolare farmaci in maniera precisa in un determinato tessuto. In futuro queste tecniche potrebbero, per esempio, permettere l’attivazione di Akt-mTOR solo nel muscolo scheletrico durante la cachessia tumorale.”