Bypass aortocoronarico: strategie a confronto sul lungo periodo


  • Elena Riboldi — Agenzia Zoe
  • Sintesi della letteratura
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Messaggio chiave

  •  A 10 anni di follow-up, l’utilizzo dell’arteria radiale rispetto all’uso della vena safena per il bypass aorto-coronarico (CABG) si associa a un rischio più basso di un composito di esiti cardiovascolari (morte, infarto del miocardio, rivascolarizzazione ripetuta).

 

Descrizione dello studio

  • È stata condotta una metanalisi dei dati individuali dei partecipanti a 5 studi clinici sottoposti a bypass coronarico, randomizzati per ricevere l’innesto dell’arteria radiale (n=534) o della vena safena (n=502).
  • L’esito primario composito comprendeva morte, infarto del miocardio e rivascolarizzazione ripetuta a 10 anni; l’esito secondario composito comprendeva morte e infarto del miocardio
  • Fonte di finanziamento: Department of Cardiothoracic Surgery of Weill Cornell Medicine in New York.

 

Risultati principali

  • A 10 anni di follow-up, l’incidenza dell’esito primario era più bassa nel gruppo di pazienti che avevano ricevuto l’arteria radiale (41 eventi per 1.000 anni-paziente contro 44 eventi per 1.000 anni-paziente; HR 0,73 [IC 95% 0,61-0,88; P
  • Anche l’incidenza dell’esito secondario era più bassa nel gruppo di pazienti che avevano ricevuto l’arteria radiale (35 eventi per 1.000 anni-paziente contro 38 eventi per 1.000 anni-paziente; HR 0,77 [IC 95% 0,63-0,94; P

 

Limiti dello studio

  • Non c’era una definizione standard degli esiti.
  • Le procedure sono state eseguite un decennio fa con protocolli operatori e postoperatori che possono non riflettere la pratica corrente.

 

Perché è importante

  • Le conseguenze cliniche dell’utilizzo dell’arteria radiale invece che della vena safena per il CABG sono incerte.
  • Una metanalisi con follow-up di 5 anni aveva suggerito che l’uso dell’arteria radiale potesse portare benefici in termini di esiti cardiovascolari, tuttavia gli eventi erano poco numerosi e l’angiografia annuale nei primi 5 anni poteva avere rivelato fallimenti asintomatici.