Burlo Garofolo Trieste, percorso per potenziare scuola in ospedale


  • Adnkronos Salute
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Trieste, 1 apr. (AdnKronos Salute) - Un percorso di potenziamento della scuola in ospedale, a cura di Regione Fvg, Ufficio scolastico regionale e Irccs Burlo Garofolo di Trieste, "per fronteggiare il forte ritardo in cui versa il Friuli Venezia Giulia dove - riporta una nota regionale - nel biennio 2017-2018 solo 150 alunni ricoverati (108 a Trieste, 21 a Udine e 21 ad Aviano) hanno potuto godere del servizio di scuola nei nosocomi". E' una delle attività di cui si parlato oggi al Burlo durante una visita dell'assessore regionale all'Istruzione, Ricerca e Università, Alessia Rosolen. L'occasione per "una ricognizione sui temi della ricerca dell'Irccs e del sostegno agli scolari costretti a degenze ospedaliere o bisognosi di supporti neuropsichiatrici".

Il commissario straordinario ad interim del Brulo, Serena Sincovich, e il direttore scientifico, Fabio Barbone, hanno evidenziato "il riconoscimento unanime di cui gode il Burlo sotto il profilo della ricerca, come attestano il ruolo di Irccs di settore più citato in Italia (e al 28esimo posto al mondo) nella letteratura scientifica e l'aumento tendenziale del 10% dei finanziamenti da parte ministero della Salute". Mentre "l'incremento delle donazioni del 5 per mille pari 45 mila euro al Burlo comprova l'apprezzamento degli utenti", prosegue la nota. Per quanto riguarda la ricerca, Barbone ha osservato che "si tratta di un momento molto favorevole per l'Istituto triestino, propiziato anche da un forte collegamento con le Istituzioni scientifiche regionali, in particolare con l'Area di ricerca di Trieste. A livello regionale sarà tuttavia importante recepire al più presto, appena definite a livello nazionale, le norme che permettono di stabilizzare 29 ricercatori già eleggibili al Burlo".

Ancora, l'Istituto triestino ha illustrato a Rosolen il suo ruolo di "capofila nazionale nel progetto sulla 'peer education' che impegna i genitori e la scuola a promuovere stili di vita contro la piaga dell'obesità infantile". Infine, "una più puntuale attività di informazione e quindi di filtro potrebbero facilitare l'operatività della Neuropsichiatria infantile che conta - come ha riferito il direttore, Marco Carrozzi - un 30% di accessi impropri e un sovraccarico di diagnosi di Dsa (disturbi specifici di apprendimento). Le norme attuali, infatti, richiedono una certificazione della dislessia anche per gli studenti universitari, certificazione che ha finalità accademiche e non sanitarie".