Bronchiolite e virus respiratorio sinciziale: usare o non usare l’antibiotico?

  • Alessia De Chiara
  • Notizie dalla letteratura
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Messaggi chiave

  • In neonati con bronchiolite da virus respiratorio sinciziale (RSV), l’uso di azitromicina non sembra proteggere dal respiro sibilante ricorrente negli anni successivi.
  • È perfino possibile che, nei bambini, gli antibiotici ne aumentino il rischio.
  • I risultati dello studio sono coerenti con le linee guida che non supportano l’uso di antibiotici in pazienti con bronchiolite acuta.

In pazienti tra 1 e 18 mesi di vita ricoverati in ospedale con bronchiolite, una terapia con azitromicina lunga 14 giorni non ha ridotto il rischio di respiro sibilante ricorrente (recurrent wheeze) nei successivi 2-4 anni. È la conclusione di uno studio randomizzato pubblicato su New England Journale of Medicine – Evidence. Non solo, pare che l’uso di antibiotici in questi pazienti potrebbe addirittura essere dannoso, poiché in chi ne ha ricevuti è stato notato un aumento di respiro sibilante ricorrente, nonostante i dati non fossero statisticamente significativi. Per gli autori lo studio è a sostegno delle linee guida che sono contro la terapia antibiotica in pazienti colpiti da bronchiolite da RSV.

Tale malattia in età precoce è un fattore di rischio noto per lo sviluppo di asma infantile, soprattutto quando si presenta in forma grave. “Abbiamo riportato precedentemente che all’età di 7 anni, il 48% dei neonati ospedalizzati per bronchiolite da RSV ha ricevuto da un medico la diagnosi di asma, e che il 75% ha vissuto almeno 3 episodi successivi di respiro sibilante” scrivono gli autori. In precedenza, in uno studio pilota condotto su 40 neonati ricoverati con bronchiolite da RSV, il trattamento con azitromicina aveva ridotto la probabilità di respiro sibilante nell’anno successivo.

APW-RSV II è uno studio in doppio cieco, in cui 200 neonati da 1 a 18 mesi di vita ricoverati con bronchiolite da RSV al St. Louis Children’s Hospital negli Stati Uniti sono stati randomizzati a ricevere azitromicina (10 mg/kg al giorno per 7 giorni, seguiti da 5 mg/kg al giorno per 7 giorni) o un placebo. La randomizzazione dei partecipanti, inclusi durante 3 stagioni consecutive relative al virus (tra il 2016 e il 2018), è stata stratificata in base all’uso dell’antibiotico nella stagione precedente. Un totale di 188 bambini (96 trattati con azitromicina e 92 nel gruppo placebo) ha avuto almeno una visita di follow-up, la cui durata mediana è stata di 35,7 mesi.

Ebbene, l’azitromicina non ha ridotto il rischio di respiro sibilante ricorrente. Il respiro sibilante è stato riscontrato nel 47% dei pazienti del gruppo che ha ricevuto l’antibiotico e nel 36% di quelli del gruppo placebo e non sono state osservate differenze significative nei tassi (HR non aggiustato 1,49, IC 95% 0,95-2,34; P=0,08; HR aggiustato 1,45; 0,92-2,29; P=0,11). È quanto emerso nonostante un’indicazione di attività biologica dell’antibiotico, poiché nel lavaggio nasale dei pazienti trattati vi erano livelli inferiori di interleuchina 8. Non c’erano differenze tra i gruppi neanche negli outcome secondari o esplorativi. Quando si è andati a considerare solo i pazienti che già assumevano un trattamento antibiotico, l’aggiunta di azitromicina non ha modificato il rischio di respiro sibilante ricorrente rispetto al placebo. Invece, nei pazienti naïve per gli antibiotici è stato riscontrato un rischio aumentato di respiro sibilante ricorrente con l’azitromicina (HR 1,79; IC 95% 1,03-3,1), benché il dato non fosse statisticamente significativo. Si è notata anche un’associazione tra l’esposizione a qualsiasi antibiotico e il rischio di respiro sibilante ricorrente.

Un rischio aumentato di respiro sibilante ricorrente e asma successivo all’uso di antibiotici in età precoce era stato mostrato da altri studi, retrospettivi e osservazionali, con i quali però non era stato possibile stabilire una causalità. Per ragioni specificate dagli autori, non possono trarsi conclusione definitive neanche dalla nuova ricerca. “Tuttavia, l’allineamento dei nostri dati con i dati osservazionali sopracitati indicano che l’esposizione agli antibiotici durante la bronchiolite da RSV grave (per esempio azitromicina e/o un antibiotico di tipo non macrolide) può in realtà aumentare il rischio di respiro sibilante ricorrente durante l’età prescolare” scrivono, sottolineando la rilevanza dei risultati, in virtù del fatto che dal 30% al 90% dei neonati ricoverati con bronchiolite riceve antibiotici nonostante le linee guida siano contrarie.