BRCA test per gli uomini: niente stress!


  • Daniela Ovadia — Agenzia Zoe
  • Attualità mediche
L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano

Il test per la ricerca di mutazioni nei geni BRCA 1/2 tra gli uomini con tumore mammario (MBC) o ad alto rischio di svilupparlo non generano reazioni psicologiche di particolare stress, almeno nel breve periodo. Sono queste in estrema sintesi le conclusioni di uno studio portato a termine dai ricercatori dell’Unità Operativa Complessa di chirurgia mammaria-Breast Unit AOUI di Verona e recentemente pubblicato sulla rivista Journal of Oncology. “I tumori mammari maschili sono piuttosto rari, vengono diagnosticati in età più avanzata e in genere sono considerati simili ai tumori femminili che si sviluppano in post-menopausa” spiegano i ricercatori guidati da Francesca Pellini, primo nome dell’articolo. “Sebbene le cure per il tumore negli uomini siano modellate su quelle disegnate per le donne, le esperienze dei pazienti maschi e le preoccupazioni riguardo il test genetico sono uniche” aggiungono, ricordando che il principale fattore di rischio per il MBC è rappresentato proprio dalla genetica.

Per valutare l’impatto psicologico del test per mutazioni di BRCA1/2, Pellini e colleghi hanno valutato le risposte auto-riferite su ansia e depressione di 17 uomini ad alto rischio di MBC e 9 con la malattia. Per arrivare al risultato finale sono state analizzati I punteggi ottenuti nei questionari Hospital Anxiety and Depression Scale (HADS) somministrati prima e 6 mesi dopo il test. A conti fatti, il 41% dei soggetti a rischio ha ricevuto un risultato positivo così come un solo paziente dei 9 con MBC e, indipendentemente dal risultato positivo o negativo del test, non sono emerse differenze significative nei punteggi medi e nel cambiamento medio dal basale al follow-up. Le ragioni alla base di punteggi stabili spesso al di sotto del valore normativo possono essere legati al fatto che tali valori sono stati ottenuti in diversi contesti nazionali, ma anche al fatto che i membri di una famiglia nella quale sono stati diagnosticati diversi tumori mammari hanno sviluppato una sorta di maggior resilienza oppure, ancora, il merito è di un counselling rassicurante. “Questi risultati sono in linea con altri ottenuti nelle donne e mostrano che il test per la ricerca di mutazioni in BRCA1/2 non porta con sé risvolti psicologici negativi” concludono gli autori, auspicando nuovi studi per meglio comprendere il tema.