Biotestamento, 170 mila Dat depositate nei Comuni, Roma in coda


  • Adnkronos Sanità
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Roma, 13 dic (AdnKronos Salute) - Nei Comuni italiani circa 170 mila persone hanno depositato le Dat, disposizioni anticipate di trattamento, ovvero un cittadino ogni 355 abitanti (comprendendo anche i minori di 18 anni). A guidare la classifica: Pesaro, Matera e Varese, mentre in coda si piazzano Trapani, L'Aquila e Roma. E' quanto emerge da un'indagine condotta dall'Associazione Luca Coscioni che "offre una prima proiezione nazionale sui primi 106 Comuni italiani per numero di abitanti. Nonostante ritardi e inadempienze da parte di molti di essi", si legge in una nota.

Il 5 ottobre scorso l'associazione ha promosso un accesso agli atti generalizzato per richiedere ai 106 Comuni con più di 60 mila abitanti quante Dat sono state ricevute dall'entrata in vigore della legge fino alla data della richiesta. Di questi 106, solo 73 hanno rispettato i 30 giorni previsti dalla legge per la risposta. A tal proposito, l'associazione Coscioni annuncia che "procederà con diffide nei confronti dei 33 Comuni che non hanno risposto entro i termini di legge". L'indagine non tiene invece conto delle Dat depositate dai notai e presso le strutture sanitarie.

Ebbene: nei 73 Comuni che hanno risposto, risultano depositate 37.493 Dat, con un aumento del 23% nei primi 3 trimestri del 2019 rispetto allo stesso periodo del 2018. Il dato è spiegato dal fatto - riferisce la nota - che molti Comuni hanno iniziato a raccogliere le Dat in grave ritardo, solo nei primi mesi del 2019. Proiettando questo dato sul totale della popolazione italiana, è ipotizzabile che a ottobre 2019 siano state depositate circa 170 mila Dat.

In una classifica regionale, analizzando i 20 Comuni peggiori nella raccolta delle Dat, spiccano la Sicilia con Trapani, Ragusa e Marsala; il Lazio con Roma, Guidonia e Viterbo; la Calabria con Catanzaro, Lamezia e Cosenza; la Lombardia con Legnano, Sesto San Giovanni e Monza. Curioso inoltre il dato dei Comuni con più Dat depositate in rapporto alla popolazione: Pesaro, Matera e Varese (Centro, Sud e Nord). Tra i 20 Comuni più virtuosi sono assenti quelli delle isole, mentre troviamo un 30% di Comuni del Nord-Est, un 25% sia del Centro che del Nord-Ovest, e un 20% di Comuni del Sud. Tra i peggiori 20 Comuni il 35% si trova al Sud, il 25% al Centro, il 20% nelle isole, il 15% nel Nord-Ovest e solo il 5% nel Nord-Est d'Italia.

E ancora: nessuna Regione italiana ha inserito le Dat nel fascicolo sanitario elettronico, come da possibilità prevista dalla legge. Inoltre, a livello istituzionale - lamenta l'Associazione Coscioni - non è ancora stata condotta alcuna campagna informativa sul tema. Per colmare la mancanza - si legge nella nota - l'associazione ha lanciato 'CitBOT', intelligenza artificiale e prima chat-bot al mondo in grado di consentire ai cittadino la difesa delle proprie libertà civili. Per accedere al sistema si possono usare il sito www.citbot.it, il canale Telegram TeleCitBOT e le pagine tematiche del sito ufficiale www.associazionelucacoscioni.it.

"La differenza nei dati è esclusiva responsabilità della politica, quella nazionale per l'assenza di una campagna informativa, quella locale per gli ostacoli che i Comuni frappongono ai cittadini", afferma Marco Cappato, tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni. "Lo conferma una ricerca commissionata quest'anno a Swg, secondo cui per l'84% degli italiani le istituzioni non hanno correttamente informato i cittadini sui loro diritti e su come redigere un testamento biologico; mentre il 71% non è a conoscenza del procedimento per il deposito delle Dat".