Big Data 'nuovo oro', scienziati a confronto per usarli al meglio


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Roma, 2 ott. (AdnKronos Salute) - Condividere risultati scientifici e linee di ricerca attuali e future, affrontare i temi caldi riguardanti la privacy dei pazienti e la sicurezza delle infrastrutture che devono proteggerli e, soprattutto, confrontarsi sulle opportunità dell'utilizzo dei Big Data in ambito medico sanitario. Sono gli obiettivi della terza edizione della Conferenza Big Data in Health 2019, che si è aperta oggi a Roma al Consiglio nazionale delle ricerche.

"I dati sono il nostro nuovo oro - dice Antonio Scala, chair della conferenza, ricercatore dell'Istituto dei sistemi complessi del Cnr e presidente della Big Data in Health Society, la neonata associazione che ha promosso l'appuntamento - Per beneficiarne dobbiamo sapere come estrarlo, raffinarlo e lavorarlo, mettendo insieme competenze multiple e creatività. Questa nuova edizione di Big Data in Health si propone come luogo in cui i vari attori del mondo della sanità e della salute si incontrano per fare rete e affrontare insieme i nodi centrali della questione, nella speranza di non perdere quella che forse può essere considerata la nostra più importante occasione di migliorare la salute e la sanità italiana".

Ad aprire i lavori della giornata il ministro dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare, Sergio Costa, che sottolinea come "gli strumenti matematici e geostatistici per lo studio della complessità ambientale e delle possibili relazioni con la salute umana rappresentano uno strumento fondamentale per la comprensione dei processi che possono impattare sulla qualità della vita".

Nel primo giorno della conferenza gli esperti esplorano anche la possibilità di creare nuove basi di dati che, grazie anche all'interesse e alla partecipazione dei cittadini, possono arricchire ulteriormente i nostri già preziosi Big Data. Ampio spazio è stato riservato all'accessibilità dei dati e alla necessità di 'standardizzarli' per poterli integrare. Nella seconda giornata, il 3 ottobre, verrà trattato il tema del bilanciamento fra il diritto alla privacy e il diritto alla salute. Il terzo e ultimo giorno, il 4 ottobre, verrà dedicato a come i Big Data hanno rivoluzionato e rivoluzioneranno molti ambiti della sanità e della medicina: dalla diagnostica con l'avvento della radiomica, cioè della possibilità di 'trasformare' le immagini mediche in informazioni di tipo quantitativo, alla cura con ad esempio gli studi sull'elettroceutica, fino alla gestione dei servizi sanitari, come lo studio di nuove applicazioni per classificare le emergenze mediche.

"L'uso dei cosiddetti Big Data e di strumenti analitici sempre più accurati - sostiene Giovanni Rezza, direttore del Dipartimento di Malattie infettive, parassitarie e immunomediate dell'Istituto superiore di sanità - potrebbe contribuire a migliorare assistenza e cure, ridurre i costi associati alle prestazioni sanitarie, predire e prevenire fenomeni epidemici. Nulla è assicurato, ma prepararsi a sfruttare sempre meglio tecnologie innovative è un dovere di chi lavora oggi nella sanità pubblica a livello regionale, nazionale e globale".

"Oggi - puntualizza Tiziana Frittelli, presidente di FederSanità - le aziende sanitarie non possono più operare senza avere quelle informazioni che possono derivare dall'impiego, nel rispetto del Regolamento europeo, dei dati sanitari, sia per garantire la continuità delle cure tra settori sanitari specialistici, sia soprattutto tra questi e la rete delle cure primarie. Di pari importanza è l'impiego dei dati per la ricerca finalizzata alla valutazione degli esiti delle cure in rapporto ad esempio ai cambiamenti organizzativi o all'introduzione di nuove tecnologie. Non sempre infatti le nuove tecnologie significano automaticamente miglioramento degli esiti delle cure, ma talvolta al contrario producono, oltre che miglioramento delle cure stesse, una riduzione dei costi di ospedalizzazione o di tipo previdenziale. Non possiamo perdere questa opportunità".