Bari, all'ospedale Miulli fibrillazione atriale trattata con radiochirurgia

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Bari, 18 mar. (Adnkronos Salute)() - Un tecnica innovativa per trattare la fibrillazione atriale in maniera assolutamente non invasiva grazie a una forma avanzata di radiochirurgia. Ad eseguirla è stato l’ospedale 'F. Miulli' di Acquaviva delle Fonti, in provincia di Bari, dove la nuova terapia è stata ideata e utilizzata in un protocollo di studio, secondo la direzione sanitaria si tratta di un "primato mondiale", e i dati dei primi 5 pazienti trattati sono stati pubblicati su 'Frontiers in Cardiovascular Medicine' e presentati al recente congresso di Radiochirurgia a Los Angeles.

Si tratta di un terapia rivoluzionaria per questa aritmia cardiaca che colpisce circa 10 milioni di cittadini europei e oltre 800mila italiani, rileva l’ospedale. Lo studio è denominato 'Star' (Linac-Based STereotactic Arrhythmia Radioablation of Atrial fibrillation) e prevede l’utilizzo dell’acceleratore lineare TrueBeam per eseguire il trattamento di radioablazione nei pazienti anziani con fibrillazione atriale. E' condotto al Miulli grazie alla stretta collaborazione tra l’Uoc di Cardiologia e l’Uoc di Radioterapia. In questo studio sono arruolati pazienti con età superiore a 70 anni affetti da fibrillazione atriale parossistica sintomatica, per i quali il consueto trattamento antiaritmico sia inefficace o non praticabile per coesistente bradicardia o per preesistenti difetti della conduzione dell’impulso cardiaco.

"Le procedure di ablazione cardiaca nell’anziano sono ad altissimo livello di rischio - spiega Vitangelo Dattoli, direttore sanitario del Miulli - ma l’esperienza, l’organizzazione e l’eccellenza del nostro Ente hanno consentito di rafforzare la tutela per gli anziani con particolari fragilità. Lo studio Star ha dunque consentito di posizionare nuovamente il Miulli a livello internazionale con una ricerca scientifica che rappresenta un grande contributo al bisogno di salute di questi pazienti".

Il Miulli, nel settembre 2019, è stato il primo centro in Italia ad eseguire una radioablazione di aritmie ventricolari. Ad oggi nessun dato clinico era stato invece pubblicato per quanto riguarda la fibrillazione atriale. La procedura utilizzata nello studio 'Star' è una forma avanzata di radiochirurgia non-invasiva in singola seduta di trattamento, che permette di colpire il bersaglio con estrema precisione, risparmiando gli organi sani circostanti. “Nel nostro protocollo – spiega ancora l'ospedale - il bersaglio del trattamento è costituito dall’ostio dalle vene polmonari, le stesse aree su cui viene effettuata l’ablazione transcatetere con metodica invasiva. Il bersaglio viene identificato utilizzando una cardio-TC, una Tomografia computerizzata di simulazione sia a respiro libero che con metodica 4D per analizzare il movimento cardio-respiratorio ed avere una precisione assoluta durante l’erogazione delle radiazioni”.

Il piano di trattamento viene accuratamente strutturato da personale esperto sulla base di una semplice Tac torace effettuata dal paziente qualche giorno prima della procedura. Quando il piano è pronto, il paziente giunge in ospedale in un setting ambulatoriale ed effettua la radioablazione in soli 3 minuti senza alcun dolore e senza necessità neanche di un accesso venoso periferico. Attualmente sono stati arruolati 15 pazienti e 10 sono già stati trattati con Star. Tutti i pazienti soffrivano di frequenti episodi documentati di fibrillazione atriale, spesso più episodi alla settimana. Nei mesi successivi al trattamento i pazienti hanno tutti effettuato controlli ecocardiografici e monitoraggi Ecg-Holter della durata di 1 settimana, non manifestando nuovi episodi di fibrillazione atriale ad eccezione di un singolo caso.

Questa metodica, se validata in studi futuri, potrebbe aprire nuovi scenari nel trattamento della fibrillazione atriale parossistica dei pazienti con età superiore a 70 anni, conclude l'ospedale pugliese.