Balzanelli (118), 'potenziare subito sistema emergenza'

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Roma, 20 dic. (Adnkronos Salute)() - "Siamo in piena quarta ondata pandemica e riformare, ossia potenziare in modo rilevante, il Sistema di emergenza territoriale 118 deve essere la priorità irrinunciabile della programmazione sanitaria nazionale. Invece nel Pnrr il Sistema 118 non viene neanche menzionato". Lo rileva Mario Balzanelli, presidente nazionale del Sis 118, tra i relatori al convegno in Senato sulla riforma legislativa nazionale del 118.

"Indispensabile e urgente", insiste, è "varare un modello organizzativo efficace, omogeneo a livello delle regioni, economicamente più vantaggioso rispetto ad altri modelli, al fine di assicurare alla cittadinanza nazionale standard prestazionali uniformi e di elevata qualità in caso di emergenza-urgenza nonché di maxi-emergenza sanitaria, quale l'attuale pandemia".

Il presidente del Sis 118, confermando pieno sostegno al ddl Castellone, elenca quindi una serie di contributi ritenuti, in base a un'esperienza ultra-ventennale, essenziali alla riforma: 1) Inquadramento del Sistema 118 come Dipartimento di emergenza territoriale provinciale, in quanto macrostruttura ad elevata complessità gestionale della sanità del territorio; 2) Centrali Operative 118 provinciali dotate del sistema di geolocalizzazione satellitare e della tecnologia che le renda connesse con i vari scenari critici del soccorso mediante impiego di telemedicina, teleassistenza, telediagnosi, telemonitoraggio a supporto, in tempo reale, delle postazioni mobili.

3) Implementazione dei mezzi di soccorso, il cui numero, e la cui disposizione strategica sul territorio, a livello delle varie regioni, deve essere calcolato sulla base dei tempi di percorrenza in area urbana ed extraurbana; 4) Potenziamento dei Punti di primo intervento territoriali, per massimizzare, come già dimostrato, l'azione di filtro sulle acuzie minori e ridurre, in modo significativo, la pressione degli accessi impropri in ospedale che determinano l'insostenibile sovraffollamento dei pronto soccorso; 5) Equipaggi di soccorso avanzato con presenza di un medico e di un infermiere ogni 60.000 abitanti.

6) Possibilità, su base facoltativa, del passaggio alla dipendenza dei medici convenzionati e di accesso alla scuola di specializzazione; 7) Indennità aggiuntive di rischio ambientale e biologico per tutti gli operatori, medici, infermieri ed autisti-soccorritori; 8) Istituzione del profilo professionale dell'autista-soccorritore; 9) Inquadramento dell'autista-soccorritore secondo quanto stabilito dalla riforma del terzo settore; 10) Mantenimento dell'accesso diretto al 118, come sancito dalla legislazione europea (articolo 1, comma 2, direttiva 91/396 Cee), come deliberato dalla maggior parte dei Paesi membri dell'Unione, che pur attivando il 112 hanno conservato i numeri di emergenza nazionali, nonché come sollecitato dagli esperti di medicina di emergenza di tutta l'Europa con le ultime linee guida internazionali sulla rianimazione e sul soccorso al paziente critico, varate nel 2020 da European Resuscitation Council.

"La questione 112 - sottolinea Balzanelli - può essere modulata anche mediante ricorso alla tecnologia, attivando ad esempio la preselezione diretta, ossia l'opzione di immediato ricorso all'inizio della telefonata che rende possibile al chiamante di parlare direttamente con la Centrale operativa 118 digitando un numero dedicato, in modo da azzerare il rischio di perdite di tempo anche significative, correlate al 'doppio passaggio' della telefonata tra Centrali 112 e Centrali 118, particolarmente qualora vi sia imminente pericolo di perdere la vita". Il meccanismo della preselezione diretta, precisa, "è sostanzialmente a costo zero e consente all'utente di parlare immediatamente con il 118, pur digitando inizialmente il 112".