Aumento del rischio di ictus dopo un ricovero per sepsi o batteriemia


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Messaggi chiave

  • Nei pazienti ricoverati in ospedale per sepsi o batteriemia, alcune comorbidità, come una coagulopatia, sono fattori prognostici indipendenti per il rischio di ictus, ischemico o emorragico, nell’anno successivo al ricovero.
  • La combinazione di comorbidità aumenta il rischio di ictus post-sepsi, soprattutto tra i pazienti più giovani.
  • I fattori di rischio e il punteggio di rischio composito, generato assegnando dei punti a ogni comorbidità, possono aiutare a identificare la subpopolazione di pazienti con sepsi o batteriemia ad alto rischio di ictus a breve termine.

Descrizione dello studio

  • Lo studio ha coinvolto pazienti (≥18 anni) ricoverati in ospedale per sepsi o batteriemia, identificati dal California State Inpatient Database (2007-2009) del Health Care Utilization Project.
  • Sono stati esclusi i pazienti deceduti durante il ricovero ospedaliero.
  • Outcome primario: diagnosi di ictus (ischemico o emorragico) entro 1 anno dal ricovero per sepsi.
  • Associazione tra i fattori di rischio e ictus analizzata utilizzando una regressione logistica multivariata.
  • Fonti di finanziamento: National Institute of Neurological Disorders and Stroke, BMS-Pfizer Alliance for Eliquis, Roche.

Risultati principali

  • Su 121.947 partecipanti, lo 0,5% (n=613; età media 66,1 [19,2] anni) ha avuto un ictus entro un anno dal ricovero ospedaliero per sepsi. 490 (80%) erano ictus ischemici e 123 (20%) emorragici.
  • Sono state identificate le comorbidità associate in modo indipendente all’ictus post-sepsi.
  • In base ai coefficienti di regressione, è stato assegnato un punteggio a ogni fattore di rischio: patologie valvolari cardiache (1 punto), insufficienza cardiaca congestizia (1), insufficienza renale (1), linfoma (2), malattie vascolari periferiche (2), disturbi della circolazione polmonare (2) e coagulopatia (3).
  • Per ogni aumento del punteggio per-punto, il rischio di ictus aumentava del 43% (OR 1,43; IC 95% 1,37-1,48) con un area sotto la curva pari a 0,68.
  • L’effetto dell’aumento di rischio era maggiore tra i pazienti tra i 18 e i 45 anni (OR 1,86; IC 95% 1,62-2,14) che tra quelli con più di 45 anni (OR 1,39; IC 95% 1,33-1,45).

Limiti dello studio

  • Mancanza di informazioni sulla relazione temporale tra sepsi e comorbidità.
  • Non si conoscevano i farmaci usati dai pazienti e i casi di infezioni precedenti.
  • Possibili rischi concorrenti.
  • Bassa incidenza di ictus, quindi probabile significato clinico limitato.

Perché è importante

  • La sepsi può essere una causa scatenante l’ictus, ma non è chiaro quali siano i meccanismi e i fattori che aumentano il rischio di ictus tra i pazienti con sepsi.
  • I risultati dello studio permettono di identificare i pazienti a più alto rischio di ictus dopo sepsi o batteriemia e possono quindi essere utili nella pratica clinica e nella progettazione di studi clinici per la prevenzione dell’ictus.