Attivita' fisica e rischio di Fibrillazione Atriale nei soggetti con gravi cardiopatie


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AIAC Associazione Italiana Aritmologia e Cardiostimolazione

Attivita' fisica e rischio di Fibrillazione Atriale nei soggetti con gravi cardiopatie

Recentemente sono stati pubblicati sul Journal of the American Heart Association i dati del registro multicentrico nazionale IMPLANTED. I risultati dimostrano che nei pazienti affetti da gravi cardiopatie, il mantenimento di un buon livello di esercizio fisico, svolgendo una moderata attività fisica quotidiana, riduce il rischio di sviluppare nel tempo la fibrillazione atriale, oltre a ridurre il rischio di morte per qualsiasi causa e il rischio di ospedalizzazioni per scompenso cardiaco.

Lo studio

Sono stati arruolati nello studio 770 pazienti affetti da cardiomiopatia dilatativa sottoposti a impianto di defibrillatore impiantabile (ICD) nel periodo tra gennaio 2010 e dicembre 2012 negli 8 centri aritmologici che hanno partecipato allo studio. I defibrillatori impiantati in questi pazienti erano dotati di algoritmi che mediante il sensore oscillometrico consentivano di misurare con precisione il livello di attività fisica che i pazienti svolgevano quotidianamente nel corso dello studio. Questi defibrillatori erano inoltre in grado di registrare e memorizzare ogni episodio di aritmia, anche della durata di soli pochi minuti, che si verificava nel corso dello studio. Tutti i pazienti arruolati nello studio erano inoltre seguiti mediante monitoraggio remoto. Grazie all’utilizzo di questa tecnologia è stato possibile misurare e monitorizzare nel tempo il livello di attività fisica svolto quotidianamente da ogni paziente arruolato nello studio e di correlare il livello di attività fisica con il rischio di insorgenza di episodi di fibrillazione atriale. I pazienti dello studio sono stati seguiti per oltre 2 anni ed è stato così possibile scoprire che i pazienti più sedentari, che si muovevano per meno di 3 ore e mezza al giorno, avevano un rischio di sviluppare fibrillazione atriale 5 volte superiore rispetto ai pazienti che si muovevano di più. Nel corso dello studio si è osservato inoltre che i pazienti che si muovevano di meno avevano un maggior rischio di morire per ogni causa e di andare incontro a ospedalizzazioni per scompenso cardiaco. Mediante un’analisi multivariata è stato possibile dimostrare che l’effetto dell’attività fisica sulla riduzione del rischio di fibrillazione atriale è indipendente dalle caratteristiche cliniche dei pazienti. Ciò significa che lo svolgimento quotidiano di un moderato esercizio fisico riduceva il rischio di fibrillazione atriale sia nei pazienti più anziani e compromessi che nei pazienti più giovani e meno gravi.

Conclusione

La fibrillazione atriale è una delle aritmie cardiache più diffuse ed è particolarmente frequente nei pazienti affetti da gravi cardiopatie come la cardiomiopatia dilatativa. I risultati di questa ricerca suggeriscono che seguire uno stile di vita attivo, evitare la sedentarietà e mantenere un adeguato training fisico svolgendo quotidianamente una moderata attività fisica, aiuta a prevenire la fibrillazione atriale e a ridurre le conseguenze negative delle patologie cardiache. Grazie ai risultati di questo studio clinico, da oggi una moderata attività fisica aerobica regolare potrà essere prescritta ai pazienti affetti da gravi cardiopatie, come una vera e propria terapia in grado di migliorare la prognosi di questi pazienti nel lungo termine.

A cura di: Pietro Palmisano

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