Asuits, nuovo videolaparoscopio 3D per la Clinica urologica


  • Adnkronos Salute
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Trieste, 29 mag. (AdnKronos Salute) - E' stato presentato nella sede della Clinica urologica dell'azienda sanitaria universitaria integrata di Trieste all'ospedale di Cattinara "il nuovo videolaparoscopio 'Image1 Spiestm 3D', uno strumento all'avanguardia per gli interventi laparoscopici - spiega l'Asuits - in grado di fornire immagini bidimensionali (2D) e tridimensionali (3D) a colori, in altissima risoluzione (Full-HD) e fedeli alla realtà". La strumentazione è stata acquistata dal Dipartimento clinico di Scienze mediche, chirurgiche e della salute dell'Università degli Studi di Trieste grazie al contributo della Fondazione CRTrieste, da sempre vicina ai principali enti di ricerca e alle strutture sanitarie del territorio.

"La nuova strumentazione, che rende la Clinica urologica al passo con i centri italiani più avanzati - aggiunge l'azienda sanitaria - consentirà di rendere più precisi e veloci i complessi gesti del chirurgo durante una laparoscopia, minimizzando così ulteriormente l'invasività dell'operazione per il paziente; migliorare e accelerare l'apprendimento degli specializzandi della Scuola di specializzazione in Urologia; adiuvare la diagnosi precoce dei tumori alla vescica, altrimenti molto difficilmente individuabili, grazie alle molteplici possibilità di visualizzazione offerte dallo strumento".

Il nuovo videolaparoscopio aiuterà i chirurghi già esperti che, grazie alla 'terza dimensione', avranno una migliore percezione della situazione e dei movimenti e potranno quindi effettuarli con migliore accuratezza e con una durata della procedura ridotta del 15%, a ulteriore vantaggio del paziente. Inoltre, per i chirurghi in fase di formazione il 3D facilita l'apprendimento rendendo più semplici dei gesti tecnici in realtà molto complessi. Questa tecnologia è pertanto importantissima nella didattica della Scuola di specializzazione in Urologia: gli specializzandi impareranno prima e meglio. Studi hanno dimostrato infatti che, dopo esserci esercitati in compiti laparoscopici in 3D, i tirocinanti miglioravano i loro compiti anche nelle esercitazioni fatte successivamente con sistemi 2D.