Asst Monza, protocollo sperimentale per pazienti con 'geni Jolie'


  • Adnkronos Salute
L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano

Monza, 4 nov. (Adnkronos Salute) - Una piccola, ma non trascurabile percentuale di tumori mammari e ovarici è imputabile alla mutazione dei geni Brca 1 e 2. Noti anche come 'geni Jolie', dal nome attrice Angelina Jolie che ha deciso di rendere nota la sua condizione e di sottoporsi a interventi preventivi. In Italia sono oltre 600 le pazienti affette da tumore ovarico Brca+ e altrettante quelle affette da tumore mammario Brca 1 o 2 positivo. "Da oggi è possibile offrire alle nostre pazienti affette da queste forme tumorali qualcosa di più - affermano Marina Cazzaniga, direttore del Centro di ricerca Fase 1, e Fabio Landoni, direttore della Clinica ginecologica dell'Asst di Monza - La combinazione di Parp-inibitori e immunoterapia potrebbe aumentare le possibilità di cura". In Italia sono solo tre i centri in cui viene applicato il protocollo sperimentale, e il Centro di ricerca di Fase 1 dell'azienda socio sanitaria territoriale brianzola è uno di questi.

I Parp-inibitori - ricorda l'Asst in una nota - sono farmaci diventati, grazie alla ricerca degli ultimi anni, un punto fermo per queste pazienti che in molti casi, dopo essersi sottoposte a un doppio ciclo di chemioterapia, sviluppano una resistenza ai trattamenti che ha finora rappresentato il principale ostacolo sulla via della guarigione. "I Parp-inibitori svolgono un'azione che consiste nell'annullamento dei meccanismi di riparazione del Dna nelle cellule neoplastiche dell'ovaio e della mammella, con la conseguente morte delle cellule malate", spiega Landoni, "a cui si aggiunge il potenziamento e la riattivazione del sistema immunitario operato dagli anti-Pdl-1", aggiunge Cazzaniga.

"Avere un Centro di ricerca di Fase 1 per sperimentare nuovi protocolli di cura è una opportunità molto importante per coniugare la ricerca scientifica alla sua applicazione clinica - dichiara Mario Alparone, direttore generale Asst di Monza - Sicuramente non sono tante le aziende sanitarie pubbliche che dispongono di questa possibilità per i propri pazienti".