Ass Coscioni, 700 contatti al giorno su sito per nuove regole Ru486

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Roma, 26 ago. (Adnkronos Salute) - "Settecento contatti al giorno sul sito dell'Associazione Luca Coscioni e 200 domande nella chatbot solo nel mese di agosto, 30 al giorno, sulle nuove linee guida per l'interruzione volontaria di gravidanza farmacologica (Ru486) con mifepristone e prostaglandine". Lo riferiscono Filomena Gallo e Mirella Parachini, segretario e vice segretario dell'Associazione Luca Coscioni, i merito ai dati sui due servizi forniti dall'associazione.

In questo momento - si legge in una nota - occorre offrire una corretta informazione in materia di tutela della salute della donna. Evidenza emersa analizzando i dati relativi a due servizi offerti dall'associazione attiva a livello internazionale a tutela del diritto alla scienza e alla salute.

"Chiediamo alle Regioni - dicono Gallo e Parachini - di rendere applicabili le nuove linee di indirizzo in tutto il Paese, per eliminare differenze e disuguaglianze nelle varie regioni e puntare sulla formazione del personale e sull'adeguamento delle strutture come previsto dalla legge 194 del 1978. In particolare, chiediamo che vengano resi noti 'i programmi annuali d'aggiornamento e di informazione sulla legislazione statale e regionale, e sui servizi sociali, sanitari e assistenziali esistenti nel territorio regionale' previsti dall'art. 15 della norma citata. Richiesta, la nostra, finalizzata all'obiettivo che si realizzi ovunque una reale integrazione tra strutture territoriali e ospedaliere".

"La polemica che si legge su alcuni quotidiani come 'Avvenire' circa il ruolo dei consultori nella nuova circolare del ministero della Salute in riferimento alla" pillola "Ru486 è meramente strumentale", sostengono Gallo e Parachini riferendosi alle critiche lette su alcuni giornali, secondo le quali la circolare permetterebbe di fatto l'aborto anche nei consultori.

"La legge 194 - concludono le esponenti dell'Associazione Coscioni - assegna ai consultori un ruolo che risulta rispettato dalla circolare poiché, ove siano adeguatamente attrezzati, e funzionalmente collegati a un ospedale e autorizzati dalle Regioni, potranno somministrare il farmaco per l'Ivg farmacologica rispettando tutte le fasi previste dalla legge".