Asl Torino 3, 'Personale solidale' per i bimbi rimasti soli


  • Adnkronos Salute
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Torino, 23 ott. (Adnkronos Salute) - Asl Torino 3 in campo per aiutare i bambini ricoverati che rimangono da soli per l'assenza di una rete parentale o amicale che possa subentrare in caso di necessità. "Non potevamo stare a guardare - afferma il direttore generale Flavio Boraso - Abbiamo valutato quali interventi potessimo mettere in atto, come potessimo intervenire, anche al di là delle competenze strettamente previste dal mandato di un'azienda sanitaria. Le qualità umane dei nostri dipendenti hanno fatto la differenza". Ha così preso forma il progetto 'Personale solidale', primo originale esempio, unico nel suo genere, di sostegno ai piccoli ospiti delle strutture sanitarie e che, appena approvato dalla direzione generale nei giorni scorsi, ha subito raccolto fra il personale dell'Asl le prime adesioni volontarie.

L'obiettivo - spiegano dall'azienda - è quello di stare accanto ai bambini sani che si trovano in ospedale perché l'adulto che si occupa di loro è ricoverato e non vi è nessuno che lo possa sostituire. Nel concreto si tratta di creare un ambiente protettivo e rassicurante, giocando con il bambino, leggendogli fiabe, parlando con lui e ascoltandolo, in modo da alleviare la sensazione di solitudine e fargli percepire la presenza di un adulto a lui dedicato. L'attività prevista dal progetto riguarda i presidi di Pinerolo e Rivoli, nella fascia oraria della fine di settimana, dal venerdì sera al lunedì mattina. L'adesione dei dipendenti dell'Asl To3 è su base del tutto volontaria, gratuita e al di fuori dell'orario di servizio. Coinvolge tutti i profili professionali, anche non sanitari, ed esplicitamente esclude ogni tipo di attività che possa sovrapporsi al personale in turno.

"Abbiamo appena lanciato l'appello - dice il Dg - proprio in questi giorni lo stiamo diffondendo capillarmente fra le nostre strutture e già diversi dipendenti hanno presentato la loro candidatura. Ringrazio fin d'ora tutti coloro che hanno già aderito e quanti aderiranno, e ringrazio in primo luogo la direzione delle professioni sanitarie, in particolare le dottoresse Luisella Audisio e Barbara Chiapusso, prime sostenitrici dell'idea e parte attiva nella realizzazione del progetto. Spesso si dimentica che chi lavora nel servizio sanitario, anche dietro una scrivania, vive il contatto quotidiano con la sofferenza e la malattia e forse proprio per questo, quando chiamato a collaborare a progetti di solidarietà, dimostra disponibilità, sensibilità e sollecitudine".