Asl e ospedali, 'recupero' liste d'attesa in 2-3 mesi


  • Adnkronos Sanità
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Roma, 21 mag. (Adnkronos Salute) - Si riparte con visite ed esami 'ordinari' in Asl e ospedali, che nei prossimi giorni riapriranno le liste di attesa. Liste gravate una pesante 'eredità' di prestazioni - centinaia di migliaia in ogni Regione - da recuperare dopo il blocco delle attività non urgenti, a marzo, dovuto all'emergenza Covid. "Un arretrato che contiamo di smaltire in due o massimo tre mesi. In queste ore stiamo facendo un lavoro immenso in tutte le aziende sanitarie, per richiamare i pazienti, sfoltire le liste da chi non è più interessato alla prestazione, valutare le complesse priorità", spiega all'Adnkronos Salute Francesco Ripa di Meana, presidente della Federazione di Asl e ospedali (Fiaso).

Ripa di Meana preannuncia una 'rivoluzione' nelle strutture sanitarie italiane per garantire visite ed esami: "Appuntamenti nel week end, domenica compresa, e di sera, prestazioni a distanza con la telemedicina. Una riorganizzazione che cambierà molte cose. Nulla sarà più come prima", sottolinea.

"Le strutture hanno lavorato in questi mesi - prosegue Ripa di Meana - garantendo l'assistenza ai pazienti fragili. Ma il blocco delle attività ordinarie ha creato una massa di arretrato che richiede una riorganizzazione completamente diversa da qualunque altra mai sperimentata. Ed è una sfida impegnativa su tutti i fronti. Anche perché sarà necessario garantire sicurezza e distanziamento. E questo significa creare percorsi dedicati, avere orari flessibili per consentire l'accesso alle strutture".

Ma la ripartenza, a cui stanno lavorando tutte le aziende, "è programmabile. Stiamo facendo un grande sforzo per la revisione degli spazi ambulatoriali, la 'spalmatura' negli orari, la dotazione di strumenti per evitare di far accedere persone con sintomi sospetti (termometri, saturimetri, questionari) - continua - questo implica un enorme cambiamento. Ci saranno anche strutture per le quali sarà difficile riaprire e che bisognerà ripensare completamente. E dovremmo usare di più anche la telemedicina che in questa emergenza abbiamo imparato a conoscere di più". Tutto questo, "una volta 'recuperate' le liste d'attesa - conclude Ripa di Meana - ci restituirà un'organizzazione che potrà essere mantenuta nel futuro portando innovazione per costruire un'offerta ambulatoriale più adeguata alla domanda. E' un'occasione per migliorarci e per 'tagliare' decisamente le attese per le prestazioni sanitarie".