ASH 2021 — Ibrutinib più FCR come terapia di prima linea per i pazienti con LLC più giovani

  • Univadis
  • Conference Report
L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano

di Massimo Sandal (Agenzia Zoe)

Messaggi da ricordare

  • Una terapia di 2,5 anni con ibrutinib più fludarabina, ciclofosfamide e rituximab (iFCR) ottiene una sopravvivenza libera da progressione (progression-free survival, PFS) e una sopravvivenza complessiva (overall survival, OS) rispettivamente del 97% e del 99% dopo un follow-up >40 mesi in pazienti con leucemia linfatica cronica (LLC) giovani.

Perché è importante

  • Attualmente per i pazienti con LLC senza mutazioni di IGHV è necessario il trattamento con ibrutinib per tutta la vita. 

  • La terapia iniziale con iFCR limitata nel tempo potrebbe offrire una remissione duratura.

Disegno dello studio

  • Sperimentazione di fase 2, multicentrica, a braccio singolo, sponsorizzata dallo sperimentatore di 85 pazienti di età compresa tra 38 e 65 anni, con età mediana di 55 anni. Il 58% non presentava mutazioni di IGHV. 

  • Ibrutinib 420 mg al giorno per 7 giorni, dopodiché iFCR per un massimo di 6 cicli. Era consentito il ritrattamento con ibrutinib in caso di recidiva. 

  • I pazienti che hanno risposto alla terapia hanno continuato l’assunzione di ibrutinib come terapia di mantenimento e i pazienti con malattia minima residua non rilevabile nel midollo osseo (bone marrow undetectable minimal residue disease, BM-uMRD) dopo 2 anni di trattamento di mantenimento hanno interrotto la terapia. 

  • Finanziamento: Genentech; MEI Pharma; Novartis; Astra-Zeneca; TG Therapeutics; Verastem; Surface Oncology; Pharmacyclics; BMS; Ascentage Pharma

Risultati principali

  • Dopo 40,3 mesi di follow-up mediano, il tasso di risposta completa (complete response, CR) con BM-uMRD in qualsiasi momento durante lo studio è risultato del 55%; il tasso migliore di BM-uMRD è rimasto pari all’84%. 

  • Si sono verificate solo due progressioni cliniche, entrambe in pazienti senza mutazioni di IGHV. 

  • Dopo un follow-up mediano di 40 mesi, PFS e OS per tutti i pazienti sono risultate rispettivamente del 97% e del 99%.

  • Nessuna variazione significativa della tossicità ematologica. Nessuna sindrome di Richter.

 

Il commento degli esperti

“Le potenzialità di questa terapia di generare remissioni a lungo termine in un’ampia popolazione di pazienti con LLC più giovani sono molto incoraggianti. Per i pazienti giovani in particolare, che sperabilmente hanno decenni di vita davanti a sé, la prospettiva di una terapia limitata nel tempo che può avere un impatto così duraturo senza la necessità di un trattamento continuo ha effetti profondi» Dott. Matthew S. Davids, Dana-Farber Cancer Institute, Boston, MA.