ASCO-SITC 2019—NKTR-262 + bempegaldesleukin ottiene buoni risultati nella sperimentazione sui tumori solidi REVEAL


  • Melissa Pandika
  • Univadis
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Conclusioni

  • La terapia con doppietta a base di NKTR-262 e bempegaldesleukin (NKTR-214) ha dato prova di attività preliminare ed è stata associata ad effetti immunologici locali e sistemici nei pazienti con tumori solidi localmente avanzati/metastatici.

Perché è importante

  • Esiste la necessità di opzioni immunoterapiche efficaci per i tumori refrattari.
  • NKTR-262 è un agonista del recettore toll-like (toll-like receptor, TLR) 7/8; bempegaldesleukin è un agonista  CD122-preferenziale del pathway interleuchina-2 (IL-2).

Disegno dello studio

  • Dati ad interim delle prime 4 coorti di incremento della dose nella sperimentazione di fase 1b/2 REVEAL.
    • Fase 1b:
      • Incremento della dose 3+3.
      • I pazienti recidivanti/refrattari a >1 inibitore del checkpoint hanno ricevuto incrementi della dose di NKTR-262 intratumorale, seguiti da terapia con doppietta con NKTR-262 intratumorale più dose fissa (0,006 mg/kg) di bempegaldesleukin per via endovenosa ogni 3 settimane.
      • Obiettivi:
        • valutare sicurezza, efficacia, biomarcatori di correlazione.
        • Determinare una dose di fase 2 raccomandata.
    • Espansione di fase 2 per testare NKTR-262+bempegaldesleukin+nivolumab nelle precedenti linee di terapia, in contesto recidivante/refrattario.
  • Finanziamento: Nektar Therapeutics.

Risultati principali

  • 13 pazienti hanno ricevuto >1 ciclo di NKTR-262+bempegaldesleukin al 23/1/2019.
  • Tossicità sistemica transitoria, prevalentemente lieve; 1 paziente ha presentato eruzione cutanea di grado 3.
  • L'analisi dell'espressione genica delle biopsie tumorali ha indicato che NKTR-262 favorisce l'attivazione locale del sistema immunitario innato, mentre analisi simili nella sperimentazione EXCEL hanno indicato che bempegaldesleukin favorisce l'attivazione del sistema immunitario adattativo.
    • Suggerisce un effetto sinergico che non si sovrappone, fornendo risposta abscopale e immunità tumorale sistemica.
  • 2/5 pazienti con melanoma, entrambi refrattari all'inibitore del checkpoint immunitario, presentano risposta parziale in corso.

Limiti

  • Incremento della dose in corso.
  • I dati sui pazienti con melanoma sono promettenti ma preliminari.

Commento degli esperti

  • “Le risposte confermate in 2 pazienti con melanoma su 5 sono incoraggianti, ma voglio mettere in guardia dal fatto che 2 su 5 non significa necessariamente 40 su 100. Credo che abbiamo bisogno di dati più maturi per vedere come andrà, ma fornisce sicuramente una verifica concettuale. In una popolazione di pazienti molto difficile da trattare, questo primo risultato ci offre decisamente fiducia nel perseguire ulteriormente questa terapia”, ha affermato il Dott. Shailender Bhatia, Professore associato, Divisione di oncologia medica dell'University of Washington School of Medicine, che non ha preso parte alla sperimentazione.