ASCO 2022 – DNA tumorale circolante: è il faro che può guidare la terapia adiuvante per il tumore del colon?

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Conclusioni

  • Nei pazienti affetti da tumore del colon al II stadio, un approccio basato sul DNA tumorale circolante (ctDNA) riduce l’uso della chemioterapia adiuvante senza compromettere il rischio di recidiva.
  • I pazienti positivi per ctDNA possono probabilmente beneficiare della chemioterapia adiuvante, mentre quelli negativi per ctDNA non possono.

Perché è importante

  • Il trattamento chirurgico può curare oltre l’80% dei tumori del colon al II stadio.
  • I benefici della chemioterapia adiuvante sono ancora poco chiari.
  • È necessario prevedere in modo più preciso il rischio di recidiva.
  • La valutazione del ctDNA può aiutare a prevedere tale rischio identificando i pazienti che presentano tumori microscopici dopo il trattamento chirurgico.

 

Disegno dello studio

  • Studio DYNAMIC: 455 pazienti affetti da tumore del colon al II stadio, trattati chirurgicamente.
  • Analisi del ctDNA 4 e 7 settimane dopo l’intervento chirurgico; follow-up mediano di 37 mesi.
  • Pazienti assegnati (in rapporto 2:1) alla chemioterapia guidata dal ctDNA o alla gestione standard basata su criteri convenzionali.
  • I pazienti positivi per ctDNA hanno ricevuto la chemioterapia adiuvante, mentre quelli negativi per il ctDNA no.
  • Endpoint primario: tasso di sopravvivenza libera da recidiva (recurrence-free survival, RFS) a 2 anni.
  • Endpoint secondari: percentuale di pazienti trattati con chemioterapia adiuvante, RFS in base allo stato ctDNA, tempo alla recidiva (time to recurrence, TTR), sopravvivenza complessiva (overall survival, OS).

 

Risultati principali

  • RFS a 2 anni comparabile tra i due gruppi (93,5% nel gruppo con trattamento guidato dal ctDNA rispetto al 92,4% nel gruppo standard).
  • Chemioterapia post-chirurgica: rispettivamente 15,3% nel gruppo con trattamento guidato dal ctDNA e 27,9% in quello standard.
  • Possibilità di essere in vita e liberi dal tumore a 3 anni: paragonabile tra gruppi (92%).
  • RFS a 3 anni nel gruppo del trattamento guidato dal ctDNA: 86,4% nei pazienti positivi per ctDNA (trattati con chemioterapia adiuvante), 92,6% in quelli negativi per ctDNA (nessuna chemioterapia).

 

Finanziamento

  • Altro organismo governativo (Other Government Agency, OGA).

 

Il commento degli esperti

“Questo studio presenta un nuovo importante concetto a favore dei tumori per i quali siamo riusciti a ottenere esiti molto favorevoli nella maggior parte dei pazienti e ora si sta cercando di ridimensionare il trattamento per alcuni pazienti, sebbene il trattamento continui ad essere maggiormente intensivo o persino incrementato per altri. Questi risultati ci aiuteranno nella selezione”. Commento di Julie R. Gralow, Direttore Medico e Vicepresidente esecutivo dell’ASCO.