ASCO 2022 – Braccia verso la luna, piedi per terra: verso l’equità nella cura del cancro

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Conclusioni

  • Lanciato nel 2016, il progetto Cancer Moonshot (puntare alla Luna) ha la missione di accelerare il ritmo del progresso nella cura dei tumori, con particolare attenzione a medicina di precisione, condivisione dei dati e screening genetico.
  • È stata inoltre proposta l’iniziativa Cancer Groundshot (puntare alla Terra), che potrebbe apportare maggiori benefici alla salute pubblica in termini di esiti oncologici globali nel prossimo futuro.
  • Nei Paesi a reddito medio-basso (low-middle income country, LMIC) la carenza di accesso ai farmaci oncologici continua ad essere la sfida più importante.
  • Ma anche nei Paesi ad alto reddito (high-income country, HIC) sono segnalate disparità nel continuum della cura dei tumori.
  • La tecnologia può aiutare ad affrontare questi problemi, ma non può risolverli in sistemi disfunzionali.
  • La pandemia di Covid-19 offre opportunità per ridefinire gli approcci alle cure.

Nella cura dei tumori, non tutti i pazienti sono uguali. È una questione di genetica e ambiente, ma anche di istruzione sanitaria/sui tumori, cultura e accesso alla prevenzione, ai farmaci e ai trattamenti antitumorali.

L’iniziativa “Cancer Groundshot” è stata lanciata nel 2018 come progetto complementare a “Cancer Moonshot”. “Questa strategia si concentra sull’adozione di trattamenti la cui efficacia è già stabilita, incentivando la ricerca su interventi accessibili ed economicamente vantaggiosi per il controllo dei tumori”, scrivono gli esperti che hanno presentato l’iniziativa nella rivista Lancet Oncology.

Alla conferenza annuale ASCO del 2022, una sessione didattica è stata dedicata alle disuguaglianze nella cura dei tumori. È inoltre disponibile un libro didattico ASCO sugli stessi temi.  

 

Nessuno resti indietro... forse domani

Secondo i dati presentati da Bishal Gyawali (Brigham and Women’s Hospital, Boston), entro il 2030 nei Paesi a reddito medio-basso (LMIC) ogni anno meno del 25% dei pazienti oncologici che necessitano di trattamento chirurgico riceverà un intervento sicuro, economicamente accessibile o tempestivo. Per quanto riguarda la radioterapia, nei LMIC il 50% dei pazienti che la necessita non ha accesso al trattamento. Nella sua presentazione, lo studioso ha spiegato che la mancanza di accesso ai farmaci oncologici nei LMIC può essere dovuta a un’insufficiente disponibilità e/o convenienza economica. In effetti, molti pazienti nei LMIC attualmente non hanno accesso ai farmaci oncologici meno recenti ed “economici”.

La partecipazione a sperimentazioni cliniche può contribuire a migliorare l’accesso a farmaci oncologici efficaci nei LMIC, ma “non tutte le sperimentazioni sono create equanimi”, ha affermato Gyawali, suggerendo che i LMIC dovrebbero selezionare le sperimentazioni in base all’impatto dei risultati sugli esiti oncologici nei propri Paesi.

 

Le disuguaglianze per i pazienti “ricchi”

Vivere in Paesi ad alto reddito (HIC) non garantisce una parità di accesso alle cure oncologiche ed esiti equi. Questo è uno dei messaggi fondamentali della sessione didattica ASCO. Mettendo in risalto la situazione negli Stati Uniti, K. Robin Yabroff (American Cancer Society) ha evidenziato che esistono margini di miglioramento nella cura dei tumori anche in Paesi “ricchi” come gli Stati Uniti. Nel Paese esistono infatti differenze in termini di incidenza, mortalità e tassi di sopravvivenza dei tumori a seconda dell’etnia, dello stato socio-economico e dell’area geografica.

Inoltre, negli Stati Uniti (così come in altri HIC) potrebbero essere adottati molti interventi efficaci (controllo del tabacco, prevenzione e vaccinazione per il tumore della cervice, copertura assicurativa sanitaria) tuttora utilizzati in modo insufficiente. “Per ognuno di questi interventi esistono decenni di ricerca a supporto della sua efficacia”, ha affermato.

 

Il Santo Graal è la tecnologia?

Dato che le disuguaglianze nella cura dei tumori sono un problema globale, come possiamo affrontarle? Miriam Claire Mutebi (Aga Khan University Hospital, Nairobi, Kenya) ha discusso il ruolo della tecnologia per risolvere alcune delle sfide in campo oncologico, sottolineando innanzitutto che i LIMC presentano molte lacune nel continuum della cura dei tumori.

Le tecnologie mobili stanno vivendo una grande espansione, specialmente nei LMIC; vari studi hanno dimostrato l’utilità clinica degli strumenti tecnologici. Ciononostante, esistono molte barriere (ad es. finanziarie e strutturali) che ritardano l’adozione di queste tecnologie. “La pandemia ha determinato un incremento esponenziale dei servizi di telemedicina, aumentandone anche l’accettazione, ma la tecnologia deve essere sempre utilizzata con saggezza”, ha affermato Mutebi.