ASCO 2019 — I marcatori immunitari predicono il beneficio della terapia adiuvante con pertuzumab nel carcinoma mammario


  • David Reilly
  • Oncology Conference reports
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Conclusioni

  • I dati derivanti dalla più ampia analisi di biomarcatori fino ad oggi dimostrano che i marcatori immunitari predicono il beneficio della terapia adiuvante con pertuzumab nel carcinoma mammario allo stadio iniziale.
  • I risultati si aggiungono alle crescenti evidenze di un meccanismo d’azione immuno-mediato che potrebbe contribuire a plasmare le future sperimentazioni cliniche in questo contesto.

Perché è importante

  • Lo studio di fase 3 APHINITY ha dimostrato un modesto miglioramento nella sopravvivenza libera da malattia invasiva (invasive disease free survival, iDFS) con l’aggiunta della terapia adiuvante con pertuzumab a trastuzumab+chemioterapia.

Disegno dello studio

  • Analisi dello studio APHINITY su pazienti con carcinoma mammario HER2+ per esaminare la correlazione genomica della risposta alla terapia adiuvante con trastuzumab e pertuzumab.  
  • Sono stati valutati 1023 campioni di pazienti.
  • Finanziamento: Genentech; Pfizer.

Risultati principali

  • I seguenti erano associati a una prognosi peggiore:
    • Mutazioni del pathway PI3K/PTEN/AKT: P=0,04.
    • Amplificazione di MYC: P=0,00.
    • Amplificazione di ZNF703: P=0,02.
  • I seguenti erano associati a una prognosi favorevole:
    • Amplificazioni del numero di copie TOP2A, indipendentemente dal trattamento: P=0,00.
    • Livelli più elevati di TIL: P=0,001.
    • Numero di copie di HER2 ≥6: P=0,01.
  • Le alterazioni di PI3K/PTEN/AKT, le amplificazioni del numero di copie di MYC, ZNF703 e TOP2A non erano predittive del beneficio di pertuzumab.
  • Alti livelli di TIL e i geni correlati alle cellule T erano predittivi di un maggiore beneficio di pertuzumab.

Limiti

  • Sono necessarie ulteriori analisi dei biomarcatori immuno-associati.