Arrivare prima del cancro nuova sfida Ieo, nasce High Risk Center


  • Adnkronos Salute
L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano

Milano, 28 mag. (AdnKronos Salute) - Arrivare prima del cancro. Intervenendo, ancor prima che sul tumore, sul rischio di ammalarsi in futuro. E' la nuova sfida annunciata dall'Istituto europeo di oncologia di Milano alle sue donne, pazienti che come ogni anno si sono riunite oggi nel capoluogo lombardo per raccontare la loro battaglia contro il cancro al seno. Davanti a una platea di oltre mille guerriere, dal palco dell''Ieo per le donne' al Teatro Manzoni le anime dell'Irccs fondato da Umberto Veronesi hanno presentato l'Ieo High Risk Center, "prima realtà del genere in Italia, strutturata sul modello dei migliori Cancer Center americani". A condurre la giornata Paolo Veronesi, senologo e figlio di Umberto, con Lella Costa, Serena Dandini e Mara Maionchi. Quest'ultima già in passato protagonista della 'kermesse rosa' targata Ieo, in veste di ex malata che ha sconfitto il suo nemico.

Alle attività del nuovo centro - già operativo presso l'Istituto di via Ripamonti e forte di strumenti avanzati di diagnosi e prevenzione medica, studi su nuovi biomarker e test predittivi - lavora un team di professionisti specializzati in prevenzione e genetica clinica guidati da Bernardo Bonanni, direttore della Divisione di Prevenzione e Genetica oncologica Ieo. "Prossimamente - anticipa Bonanni - metteremo online uno specifico 'questionario di familiarità', da compilare e reinviarci. In base ai risultati, a chi davvero necessita di approfondimento verrà proposto un colloquio di counselling oncogenetico o, se sarà il caso, una visita con il genetista clinico o con l'oncologo preventivo. In realtà l'Ieo offre già da anni questi percorsi che ora troveranno una casa nell'High Risk Center", precisa il coordinatore.

"In Ieo è nata la cultura della persona - sottolinea il direttore scientifico, Roberto Orecchia - come ha ricordato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella la scorsa settimana", partecipando alle celebrazioni per i 25 anni dal debutto dell'Istituto. "Siamo stati i primi - dice l'esperto di radioterapia - a occuparci del dopo-malattia come testimonia l'incontro di oggi, giunto alla 12esima edizione e studiato per condividere con le nostre pazienti il loro vissuto del cancro, fuori dalle mura dell'ospedale. Un 'dopo' che, grazie al progresso delle terapie, diventa un periodo sempre più lungo e ricco di aspettative. Oggi siamo i primi a occuparci in modo sistematico anche del 'prima', vale a dire delle condizioni di alto rischio di sviluppare un tumore. Per questo abbiamo creato l'High Risk Center".

"Le nostre pazienti ci insegnano ogni giorno qualcosa, se le sappiamo ascoltare - spiega Paolo Veronesi, direttore del Programma Senologia Ieo - La loro forza è il motore della nostra capacità di innovare e ricercare. Gli scorsi anni abbiamo lanciato il messaggio 'quando una donna si ammala di cancro il mondo intorno a lei si ferma'. Oggi possiamo aggiungere che, 'quando una donna decide di lottare contro la malattia, il mondo intorno a lei accelera'".

"Nei nostri primi 25 anni - ripercorre lo specialista - abbiamo imparato a curare al meglio il tumore del seno affinando tutti gli strumenti più avanzati che la medicina e la tecnologia ci mettono a disposizione: la diagnostica molecolare, la chirurgia microinvasiva, le tecniche ricostruttive, la radioterapia intraoperatoria o con i raggi mirati che sfruttano le proprietà delle nuove particelle, i farmaci intelligenti o immunoterapici, o quelli tradizionali utilizzati a basse dosi. Ora la frontiera è colpire il cancro alle origini, per evitare che si sviluppi, progredisca o si ripresenti".

A farlo "ci aiuta ancora una volta la ricerca. Che evidenzia, prima di tutto, che il cancro non è solo questione di sfortuna o imperscrutabile destino - avverte Veronesi - ma è causato da alterazioni del Dna che derivano dall'ambiente. Lo ha dimostrato, studiando proprio il tumore del seno, un importante lavoro del nostro Dipartimento di Ricerca guidato da Piergiuseppe Pelicci", diffuso dall'Ieo proprio la settimana scorsa. "Con ambiente non intendiamo solo il mondo esterno che ci circonda - puntualizza il senologo - ma ciò che influenza la vita di una cellula, quindi l'apporto di energia, i microbi con cui conviviamo, il metabolismo, e altri fattori".

"Recentemente - prosegue Paolo Veronesi - i ricercatori Ieo hanno inoltre scoperto che si può 'far morire il cancro di fame', cioè che una dieta ipoglicemica riduce il tumore nei modelli animali. Fra pochi mesi saranno avviati studi clinici pilota che riguardano alcuni tipi di tumore del seno, per dimostrare la risposta molecolare e l'efficacia clinica di un regime alimentare a ridotto apporto glicemico. Già sapevamo del legame fra alimentazione e cancro del seno. Ma ora abbiamo una pista in più. La prevenzione - conclude l'esperto - si conferma come l'arma più potente contro il tumore del seno".

"Il concetto di rischio oncologico è complesso e, nel nostro Paese, ancora confuso - afferma Bonanni - Conoscere il proprio rischio non vuol dire inventarsi una malattia, ma essere consapevoli di come evitarla. In genere si pensa solo al rischio genetico, mentre in realtà ci sono anche altri fattori di rischio individuale. Oggi siamo in grado di capire il rischio di una certa persona all'interno di una specifica famiglia. E soprattutto sappiamo gestirlo nell'ambito di un programma clinico personalizzato nei vari aspetti: sorveglianza particolare, stile di vita, prevenzione e profilassi".

Fra queste opzioni l'équipe dell'Ieo High Risk Center saprà indicare a ogni paziente l'arma più giusta per lei, con l'obiettivo di giocare d'anticipo e riuscire in un'impresa un tempo impossibile: lottare per vincere il tumore prima ancora che compaia, impedendogli di colpire.