Aris, 'pronti a ratifica contratto con partecipazione governo e regioni'


  • Adnkronos Sanità
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Roma, 4 ago (Adnkronos Salute) - "L’Aris è pronta a ratificare il rinnovo del contratto nell’attimo stesso in cui Governo e Regioni rendano concreto quanto concordato e più volte confermato". Lo afferma Padre Virginio Bebber, presidente nazionale dell'Associazione religiosa Istituti socio-sanitari (Aris), sostenendo - in merito al rinvio della ratifica del pre-accordo per il rinnovo del contratto di lavoro, raggiunto dopo anni di confronto, poco prima dell’estate - che "sospendere, e dunque non rifiutare, la ratifica del rinnovo del Ccnl, è stato un atto di responsabilità sia nei confronti dei lavoratori, anche se per loro sarà difficile ammetterlo, sia per le nostre strutture al collasso".

"La nostra disponibilità, come Aris, a chiudere l’accordo - conferma il presidente - era ed è piena da quando abbiamo concordato con Governo e Regioni l’imprescindibile loro partecipazione al finanziamento in parte del rinnovo. Capisco e comprendo la rabbia, tramutata a volte in affermazioni inesatte da parte di chi giustamente protesta. Capisco e comprendo un po’ meno - afferma - chi non si rende conto che le spese sostenute nell’emergenza Covid -19, non ancora rientrate, e la mancanza di introiti dovuti alla sospensione imposta per le normali attività di ricovero e ambulatoriali per un così lungo periodo, hanno messo in ginocchio le nostre strutture sanitarie".

"E’ vero - aggiunge - che è capitato anche ad altre aziende, ma mentre per queste si parla di aiuti dello Stato per farle ripartire, soltanto a noi si chiede di sobbarcarci altri milioni di euro, e di farlo subito, proprio nel periodo che dovrebbe segnare l’inizio della ripresa".

"Le nostre associate - ricorda Bebber - sono strutture no profit, dunque non ci sono, per nostra espressa e codificata volontà, dividendi da spartirci, ma solo impegni ai quali adempiere per mantenere sempre il livello della qualità tecnologica, strutturale e professionale richieste per servire il paziente che a noi si rivolge e che deve ricevere l’assistenza necessaria, al costo del solo ticket, come previsto per il pubblico. Anche se non possiamo superare il numero di prestazioni al di fuori di quelle concordate con le Regioni. Non va poi dimenticato - prosegue il presidente Aris - che la legge istitutiva del Ssn, che colloca da sempre le nostre strutture accreditate come parte integrante del servizio pubblico con parità di titoli, di diritti e di doveri, prevede proprio l’intervento delle istituzioni governative per la copertura dei rinnovi contrattuali, cosa mai avvenuta in questi anni".

Sono questi i motivi per cui la presidenza nazionale Aris ha invocato l’aiuto del Governo e delle Regioni. "Aiuto che - riconosce Padre Bebber - ci è stato immediatamente riconosciuto e promesso dal ministero della Salute e dalla Conferenza Stato-Regioni nella misura del 50%, da ottenersi attraverso un mix tra aumenti del numero delle prestazioni consentite e delle tariffe, ferme tra l’altro queste ultime proprio a 14 anni fa, da quando non si rinnova il Ccnl". La situazione pre-fallimentare "in cui versano la stragrande maggioranza delle nostre associate - aggiunge - rende imprescindibile che le promesse di Governo e Regioni si risolvano in provvedimenti concreti" per rendere sostenibile e possibile il rinnovo "senza minare la sopravvivenza stessa delle strutture e di quanti ci lavorano".

"I sindacati sanno molto bene che la disponibilità a queste coperture da parte delle Regioni è stata comunicata dal Presidente della Conferenza Stato-Regioni Stefano Bonaccini in data 28 luglio, con una lettera nella quale mette per iscritto 'l’impegno delle Regioni e delle Province autonome a farsi carico del 50% dei costi del rinnovo contrattuale'. "Dunque - ribadisce Bebber - per sottoscrivere il contratto nazionale occorre dare un minimo di tempo alle Regioni per dare corpo ai dovuti provvedimenti. Le strutture Aris sono pronte sin da subito ad intervenire col proprio 50% di spettanza nonostante le difficoltà. Quello che è pendente e che impedisce la sottoscrizione resta il 50% di spettanza pubblica. Se c’è volontà politica, nel giro di qualche settimana potremo dare ai lavoratori gli incrementi a cui hanno diritto da anni", conclude.