Aridità e asma, studio Cnr conferma legame con salute


  • Adnkronos Salute
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Roma, 6 set. (AdnKronos Salute) - Una siccità che 'toglie il fiato'. Aumentano le temperature medie e i fenomeni meteorologici estremi, dalle ondate di colore alle bombe d'acqua, fino alla siccità. E questi cambiamenti climatici pesano sulla salute. A formulare un'ipotesi innovativa su possibili collegamenti tra gli indici climatici che controllano le oscillazioni dell'aridità e i tassi di mortalità per asma negli Stati Uniti è un team multidisciplinare del Consiglio nazionale delle ricerche, che riunisce studiosi dell'Istituto di scienze marine (Cnr-Ismar), dell'Istituto per la ricerca e l'innovazione biomedica (Cnr-Irib) e dell'Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima (Cnr-Isac). La ricerca sul collegamento tra climatologia e patologie respiratorie è stata pubblicata su 'Scientific Reports'.

"Il clima della Terra è andato incontro, nel corso del tempo, a numerosi e intensi cambiamenti: alcuni legati a cicli di lungo periodo, di decine di migliaia di anni, dovuti a fenomeni di carattere astronomico come le variazioni dell'orbita della Terra attorno al Sole o dell'inclinazione dell'asse terrestre, altri su periodi più brevi, anche inferiori a 100 anni, a seguito di variazioni nell'emissione della radiazione solare, oscillazioni della circolazione oceanica o atmosferica", ricorda Sergio Bonomo, ricercatore Cnr-Ismar. "A partire dalla rivoluzione industriale, a questi fattori si è aggiunta l'attività umana che, soprattutto con l'incremento della concentrazione di gas a effetto serra, sta determinando un aumento della temperatura e un'intensificazione degli eventi estremi quali periodi siccitosi e di aridità".

Il forte interesse verso eventi di aridità ha portato il team a ipotizzare, già nel 2016 nell'ambito del progetto NextData coordinato dal Cnr (http://www.nextdataproject.it), che "le oscillazioni cicliche dell'aridità riconosciute negli ultimi secoli della storia climatica del Mediterraneo fossero anche osservabili nei tassi di mortalità per asma", prosegue Bonomo, ipotizzando così "una correlazione tra condizioni di aridità e tassi di mortalità per asma". Da qui l'idea di confermare l'ipotesi studiando i dati sui tassi di mortalità per asma suddivisi in età, genere ed etnia che gli Usa mettono a disposizione del pubblico sin dal 1950.

"L'asma è una delle più diffuse malattie respiratorie croniche a livello globale, con un preoccupante aumento di prevalenza sia nella popolazione generale sia nei bambini, in Italia e nel mondo", afferma il ricercatore. "Negli Stati Uniti, in particolare, è una delle malattie più comuni, che colpisce circa 20 milioni di persone ed è responsabile di oltre 5.000 decessi l'anno, con un notevole impatto in termini di costi socio-sanitari. Recenti studi hanno dimostrato che gli adulti hanno una probabilità di morire per asma circa 4 volte maggiore rispetto ai bambini, sebbene dal 1980 al 1998 i tassi di mortalità per asma infantile siano aumentati del 3,4% l'anno".

Per quanto riguarda gli Usa, le variazioni di aridità sono state correlate con le fluttuazioni di due indici climatici - l'Atlantic Multidecadal Oscillation (Amo) e il Pacific Decadal Oscillation (Pdo) - che riflettono le variazioni della temperatura superficiale degli oceani Atlantico e Pacifico. Per verificare l'esistenza di una correlazione tra le variazioni nell'aridità e i tassi di mortalità per asma dal 1950 al 2015, sono state analizzate le oscillazioni periodiche delle serie temporali in esame.

"E' emerso che i tassi di mortalità per asma di quattro diversi gruppi di età (5-14 anni, 15-24 anni, 25-34 anni, 35-44 anni) registrano e condividono lo stesso schema di fluttuazioni dell'indice climatico Amo, con periodicità media di 44 anni". Ora il gruppo del Cnr riprenderà la ricerca nel Mediterraneo, ampliandola con dati epidemiologici di altre patologie.