Applicare legge 194, appello 4 ginecologhe non obiettrici a Grillo


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Roma, 8 nov. (AdnKronos Salute) - Applicare la legge 194. Quattro ginecologhe non obiettrici lanciano una petizione "importante e accorata" perché arrivi alla ministra della Salute Giulia Grillo "una richiesta improrogabile": applicare la 194, sanzionare gli enti ospedalieri che contrariamente agli obblighi di legge non forniscono il servizio di interruzione volontaria di gravidanza, istituire una 'helpline' per le donne che necessitano di informazioni e supporto.

Silvana Agatone, ginecologa presidente di Laiga (Libera associaizone italiana ginecologi per l'applicazione della legge 194/78) e socia fondatrice della rete nazionale di politica femminista 'Rebel Network'; Elisabetta Canitano, ginecologa non obiettrice Vita di Donna; Concetta Grande, ginecologa non obiettrice socia Laiga; Giovanna Scassellati, ginecologa non obiettrice responsabile Uosd Salute riproduttiva Ospedale San Camillo, descrivono la situazione in Italia. "A meno che una donna non sia ricca - affermano le ginecologhe nella petizione - il diritto di abortire diviene una ricerca affannosa da provincia a provincia e talvolta da regione a regione, con il rischio di arrivare fuori tempo nei pochissimi ospedali dove vi sia un ginecologo disponibile. ln questo penoso scenario - sottolineano - lo Stato accetta l'obiezione anche di medici e infermieri che dovrebbero assistere le pazienti prima, durante e dopo l'intervento".

"L'obiezione di coscienza di anestesisti e personale di sala operatoria che dovrebbero garantire la sicurezza delle donne - evidenziano le ginecologhe - provoca di fatto umiliazione e abbandono della paziente che richiede l'Ivg. Tutto ciò disattende in maniera clamorosa l'articolo 9 della legge 194/78 che obbliga tutti gli enti ospedalieri a garantire l'effettuazione delle interruzioni volontarie di gravidanza". Non solo: "Il personale ospedaliero in molte strutture sanitarie subisce pressioni e mobbing per firmare l'obiezione". La petizione chiede alla ministra di agire concretamente, fornendo strumenti efficaci affinché la legge venga applicata. L'iniziativa, lanciata sulla piattaforma Change.org è sostenuta da Rebel Network, rete politica femminista, e dalla Ong Differenza Donna Onlus.

Tre sono i punti su cui si concentra la petizione. Il primo è l'erogazione del servizio Ivg in ogni ospedale, istituendo la presenza obbligatoria di ginecologi non obiettori 24 ore su 24, così da garantire piena applicazione alle disposizioni di legge.

La raccolta firme punta poi a istituire una sanzione per tutte quelle direzioni sanitarie che non assicurino piena assistenza a chi ne ha bisogno e diritto, e una helpline nazionale e gratuita con servizio di assistenza attivo h24, gestito direttamente dal ministero della Salute.

Lo scopo? Fornire informazioni utili e accompagnare le donne respinte da medici e ospedali obiettori, così da ottenere l'Ivg a cui hanno diritto.