Antibiotici e vaccini nell'infanzia

  • Daniela Ovadia — Agenzia Zoe
  • Attualità mediche
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di Fabio Turone (Agenzia Zoe)

 

L'assunzione di antibiotici nei primi due anni di vita è associata a una significativa riduzione della risposta anticorpale alle vaccinazioni, tanto maggiore quanto più alti sono i dosaggi e prolungati i cicli, in particolare con antibiotici ad ampio spettro. È questa la conclusione principale di uno studio retrospettivo di coorte che tra il 2006 e il 2016 ha seguito 560 bambini di età compresa tra i 6 e i 24 mesi, pubblicato sul mensile Pediatrics. Michael Pichichero e colleghi del Center for Infectious Diseases and Immunology dell'ospedale di Rochester, nello Stato di New York, hanno infatti osservato un significativo calo della risposta immunitaria alla vaccinazione contro difterite-tetano-pertosse (DTaP), polio (IPV), Haemophilus influenzae di tipo b (Hib), e antipneumococco (PCV), spesso al di sotto della soglia anticorpale considerata efficace.

"È uno studio importante, anche se il risultato non è sorprendente" spiega Maurizio Bonati, direttore del Dipartimento di salute pubblica e del Laboratorio per salute materno infantile dell'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano. "Era infatti già nota una correlazione tra uso di antibiotici e vaccinazioni, che infatti si tende a effettuare a distanza di tempo, ed era già noto che in generale chi soffre di otite tende ad avere una risposta anticorpale più modesta a seguito dei vaccini".

Purtroppo i ricercatori americani non hanno raccolto elementi avrebbero aggiunto enorme valore allo studio: "Manca il dato su quanti bambini hanno fatto la malattia, assai più significativo rispetto al mancato raggiungimento della 'soglia di protezione anticorpale', per la quale è nota una notevole variabilità individuale" spiega infatti il farmacologo. "Inoltre sono stati considerati solo i vaccini contro infezioni batteriche, per cui rimane il dubbio se e in che misura i risultati possano essere estesi alle vaccinazioni contro malattie virali".

In ogni caso questo studio aggiunge un'ulteriore voce al lungo elenco di motivi che impongono con sempre maggiore urgenza una drastica riduzione del ricorso agli antibiotici, e in particolare a quelli ad ampio spettro: "Anche in Italia gli antibiotici, e in particolare quelli ad ampio spettro, sono prescritti troppo spesso, in dosaggi troppo elevati e per cicli troppo lunghi, e l'effetto negativo nei confronti dell'efficacia dei vaccini è certamente una ragione in più per contrastare ogni uso improprio" conclude Bonati. "La raccomandazione che si sta diffondendo alla luce di studi recenti è quella di usarli per cicli di pochi giorni, anche se purtroppo mi pare che al momento non sia molto seguita".