Anestesisti, 'meno pressione altre ondate ma personale più provato'

  • Univadis
  • Adnkronos Sanità
L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano

Roma, 5 gen. (Adnkronos Salute) - "Dai dati sulla pandemia da Sars- Cov-2 che noi osserviamo in queste ore, rispetto alle ondate precedenti, il tasso di ricoveri, in particolare in terapia intensiva, non segue la curva dei contagi come lo scorso anno. La pressione sugli ospedali non è a livello delle ondate precedenti. Ma i colleghi sono sicuramente provati da due anni di super lavoro. Siamo stanchi quindi ogni aumento dell'impatto Covid sugli ospedali ci mette in grande crisi". Lo sottolinea all'Adnkronos Salute Alessandro Vergallo, presidente nazionale dell'Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri italiani (Aaroi-Emac), sottolineando che "in questi giorni sta accadendo quello che avevamo già previsto mesi fa, ovvero un nuovo aumento della pressione ospedaliera che sarebbe durato fino a gennaio".

Va considerato inoltre, spiega Vergallo, che seppure i dati dei ricoveri sono in percentuale minore sui contagi, se paragonati alle ondate precedenti, "con l'alta diffusività di Omicron, i numeri assoluti rischiano di diventare molto alti". All'origine dell'impatto meno forte di questa ondata sulle strutture ospedaliere potrebbe esserci, "come noi riteniamo, l'effetto dell'efficacia vaccinale", oppure "come, ritiene qualcuno, una minore aggressività clinica di Omicron, ma è un'ipotesi tutta da provare", conclude Vergallo.